Gioco
Oltre mezzo secolo di grandi concerti A Pieve a Elici un’estate di note d’autore
A partire dal debutto nel 1967 qui si sono esibiti alcuni fra i più prestigiosi nomi della musica classica internazionale
PIEVE A ELICI
Non c'è musicofilo versiliese che in estate non sia salito alla romanica pieve di San Pantaleone a Pieve a Elici per ascoltare almeno un concerto della prestigiosa stagione estiva che quest'anno - da domenica 1 luglio al 24 agosto - scandisce la 51ª edizione: nove appuntamenti di grande richiamo.
La rassegna dei concerti di Pieve a Elici è nata nel 1967 da un'idea dell'Associazione storico artistica Chiesa romanica di Pieve a Elici, che sperimentava in questo modo, il connubio tra il fascino della straordinaria semplicità architettonica della chiesetta, orientata verso il mare, e quello della musica classica, non solo strumentale, ma talvolta, durante il cinquantennio, anche vocale. Idea vincente. Il pubblico fu subito numeroso e la critica entusiasta. Cosicché gli appuntamenti divennero imperdibili. E salire alla Pieve voleva dire non solo gremire la chiesa, ma, nei minuti precedenti il concerto, intrattenersi nella panoramica terrazza antistante , seduti sulla panchina sotto il leccio, e trovarsi accanto miti del concertismo o giovani talenti.
Dopo qualche anno, però, si profilarono problemi di bilancio per l'Associazione e la manifestazione rischiò la chiusura, senonché Marcello Parducci, facendo leva sulla sua forte passione per la musica e con l'aiuto del comune di Massarosa, nel 1974, riuscì a risollevarne le sorti e la presenza del celebre violininista Salvatore Accardo fu benaugurante. Si trattò, tuttavia, di una breve tregua, perché un'altra questione venne sollevata dalla Curia. Il vescovo Giuliano Agresti, agli inizi degli anni Ottanta , vietò di eseguire musica in chiesa, eccetto quella sacra. Ricorda Parducci, all'epoca assessore del Comune: «Sì, in chiesa era vietato pure l'uso del pianoforte, così per alcuni anni ci dedicammo alla musica sacra. Poi decidemmo di riprendere il nostro programma e col pievano Ilio Puccinelli andai a parlare col vescovo che si convinse».
Le cose andavano comunque migliorate e a inizio anni Novanta la stagione concertistica voltò pagina, grazie all'intervento dell'Associazione musicale lucchese , che la gestisce tuttora insieme al Comune di Massarosa. Successivamente con l'avvento del ventunesimo secolo, divenne Festival di musica da camera. Parducci tenne la presidenza fino al 2015, poi gli subentrò l'attuale presidente Marco Cattani, che Parducci affianca come consigliere . Nel frattempo il Festival si è arricchito della competenza e della capacità del pianista Simone Soldati, nel ruolo di direttore artistico.
Dopo cinquanta anni di attività, la manifestazione è ancora tra le preferite del pubblico, in estate. Affollano la chiesa di San Pantaleone, i versiliesi e i numerosi turisti, molti stranieri, in villeggiatura sulle colline della Versilia. I programmi, che sono frutto di un «prezioso lavoro di squadra» come sottolinea Parducci, uniscono artisti affermati e giovani di cui si può pronosticare un brillante futuro. Ribadisce Cattani: «È un festival unico nel suo genere che porta grandi interpreti e giovani artisti».
E il sindaco Franco Mungai sottolinea: «Un gioiello del nostro territorio perché ha la capacità di esaltare la bellezza del luogo e per il valore del programma». —
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