Gioco
La Fondazione salda gli ultimi compensi per carri e mascherate
Nei giorni scorsi pagato anche il “premio di produzione” maturato grazie al record d’incasso dell’edizione 2018
VIAREGGIO
Settemiladuecento euro. Spicciolo più, spicciolo meno, è quanto hanno ricevuto proprio in questi giorni tutti i carristi di prima categoria come “premio di produzione” supplementare per gli incassi record dell’edizione 2018 del Carnevale. Un “bonus” previsto nel bando di concorso triennale approvato lo scorso anno e legato proprio agli incassi fatti segnare al botteghino e che era rimasta l’ultima tranche ancora da pagare ai costruttori da parte della Fondazione.
In buona sostanza, una delle novità più rilevanti del nuovo bando di concorso prevedeva infatti che - in caso di maggiori entrate dai biglietti di ingresso ai corsi rispetto a quanto previsto nel bilancio - una (consistente) quota del surplus fosse suddivisa fra i costruttori. Il 50 per cento dei primi 100mila euro, il 35 per cento dei successivi 100mila euro e il 15 per cento da 201mila euro in su. E visto che quest’anno è stato superato il record d’incassi complessivo della storia del Carnevale, il bonus è scattato.
Ad usufruirne in maniera più consistente (la distribuzione è stata fatta seguendo le stesse proporzioni del compenso delle costruzioni) sono stati i carristi di prima categoria. Ma una fetta non proprio irrilevante della torta del “premio produzione” (circa 3500 euro a testa) è andata anche ai carristi di seconda categoria.
Di poco superiore a 1800 euro, infine, il bonus distribuito a ciascun mascheratista in gruppo (non era previsto invece alcun compenso supplementare per i mascheratisti isolati).
Poiché il bando di concorso ha validità triennale, il “premio produzione” per carristi e mascheratisti è ovviamente previsto anche per l’edizione 2019 e 2020 del Carnevale. Che, naturalmente, scatterà solo e soltanto se gli incassi al botteghino saranno maggiori di quelli inseriti nel bilancio preventivo. Quale sarà l’entrata prevista dai biglietti per il 2019 (lo scorso anno era di 1 milione e 850mila euro al netto dell’Iva) deve però essere ancora stabilito dal consiglio di amministrazione della Fondazione. —
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