Gioco
Boom di cause dei forzati del turismo «Cuochi, camerieri e bagnini sfruttati»
Solo l’anno scorso le vertenze sono state 118. La Cgil: «Si assume ancora in nero e a volte non si onora lo stipendio»
Fai il cuoco e lavori a pranzo e cena, ma il ristorante ti assume come cameriere a un terzo dell’orario vero. Oppure sei una lavapiatti, che in un altro ristorante viene costretta a usare prodotti per le pulizie di terz’ordine. E ti ritrovi con ustioni di secondo grado sulle braccia. O ancora: sei una cameriera ai piani di un albergo, che ti paga a cottimo, cioè a seconda di quante camere hai pulito. Tre euro è il compenso per ogni stanza linda. Sono i forzati del turismo: i lavoratori stagionali che, denuncia la Cgil, continuano ad essere sfruttati. Anzi: i casi sono in aumento. Un po’ perché è aumentato il lavoro, grazie all’incremento di turisti nelle ultime estati in Versilia; un po’ perché si diffondono sempre più strumenti contrattuali flessibili, che a detta della Cgil trasformano l’impiego stagionale in una giungla. Va detto che la riforma dei voucher, detestati dallo stesso sindacato, non ha portato miglioramenti apprezzabili.
L’incremento di casi di sfruttamento è testimoniato, spiegano Fabrizio Simonetti e Daniela Ricchetti della Cgil, dal numero di vertenze promosse dal sindacato contro hotel, bagni e ristoranti che violano le regole. E che ovviamente, tengono a ribadire gli stessi sindacalisti, sono solo una parte del settore. Perché le imprese che si comportano in maniera corretta ci sono. «Stiamo parlando di situazioni limite, che fanno concorrenza sleale a quelle imprese che invece rispettano le regole – spiegano Simonetti e Ricchetti – ma che purtroppo si inseriscono in un contesto di profonda trasformazione del mercato del lavoro, dove “la precarietà è diventata a tempo indeterminato”, secondo la definizione data dall’ultimo Focus Economia di Cgil-Ires Toscana uscito poche settimane fa. Basti pensare alla giungla di tipologie di contratti che vengono utilizzati». Fatto sta che nel 2016 le vertenze erano 110, mentre l’anno successivo sono state 118. Il 30% di questi casi sono ancora in discussione di fronte al Tribunale del lavoro.
Nel mirino della Cgil e dei lavoratori che aprono le vertenze ci sono «i finti part time, lo straordinario “dovuto”, il mancato riposo, la malattia non pagata, norme di igiene e sicurezza non rispettate. E poi – proseguono Simonetti e Ricchetti – c’è il lavoro svolto completamente al nero e la messa in prova non retribuita, con cui evidentemente qualche imprenditore spera di tirare alle lunghe, magari cambiando a ripetizione le persone “da valutare”. È bene ricordare che questi casi, se denunciati, producono l’assunzione a tempo indeterminato». La Cgil ricorda che i danni non sono solo immediati: «Un finto part time, ad esempio, non farà maturare al lavoratore nella misura dovuta quegli istituti previsti dalla contrattazione collettiva come ferie, tredicesima, quattordicesima, permessi e Tfr (il trattamento fine rapporto)». Ed influirà sull’assegno di disoccupazione, che viene calcolato sulle settimane di contribuzione, a partire da un minimo di 13 in un periodo di quattro anni.
«Vogliamo lanciare un appello provocatorio, anche ai turisti – dicono dalla Cgil – quando andate al bar o al ristorante, lasciate una mancia al personale perché i vostri spiccioli potrebbero essere l’unico guadagno della giornata per chi lavora in prova nel locale». Ma l’appello è rivolto dal sindacato anche a chi deve controllare. «È necessario un corposo e capillare controllo da parte degli istituti ispettivi - è la conclusione - col coinvolgimento delle associazioni di categoria datoriali verso un obiettivo comune, perché le imprese vanno richiamate al senso di responsabilità sociale che ancora non è diffuso. Ai lavoratori e alle lavoratrici stagionali del settore turismo (bar, ristoranti, assistenti bagnanti e così via) diciamo “salva i tuoi diritti”, informandosi negli uffici Filcams Cgil a Viareggio, recapito 0584 32531». –
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