La manifestazione
Cantieri alla DR12, gara annullata
Il Consiglio di Stato ha dato ragione all’esclusa Overmarine
VIAREGGIO. Gli atti di gara che hanno portato nell’area dell’ex Festival Latino-Americano, in Darsena, quattro cantieri navali sono stati annullati dal Consiglio di Stato a fine marzo. In virtù dell’accoglimento del ricorso presentato dalla società “Overmarine”, uno dei marchi della nautica viareggina, noto in tutto il mondo. Adesso sta all’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro, decidere il da farsi, essendo l’area del Piano attuativo (Dr12) demanio comunale. Qualcuno, tra i titolari dei cantieri che attualmente insistono sullo spazio in questione (alcuni sono cambiati dal 2004, quando fu fatta la gara dall’allora amministrazione del sindaco Marco Marcucci, si è già fatto avanti con l’amministrazione in carica per capire quale decisione possa essere presa. Dove il Comune - in virtù della sentenza - da una parte riconoscere in qualche modo la ragione ottenuta da “Overmarine” e dall’altra tutelare attività produttiva ed occupazione all’ex Latino-Americano. Tra le ipotesi potrebbe esservi anche quella di una monetizzazione del danno subito da “Overmarine”, se non fosse che il Comune di Viareggio è ancora formalmente soggetto alla procedura di dissesto e relativa normativa.
Al momento si sa solo che sono al lavoro i legali cui si affida l’amministrazione Del Ghingaro per arrivare a definire una possibile soluzione, sostenendo l’attuale amministrazione che la pratica - e relativo ricorso - non sono certo farina del proprio sacco.
Oggi che una nuova concessione comunale in porto va a gara (l’area denominata Umi1 al vecchio mercato ittico), ecco che arriva dal passato un pezzo di storia delle gare “made in Viareggio”. In una vicenda del tutto analoga a quella che portò - nel 2009 - l’allora socio privato della Viareggio Porto (Ferragamo) ad ottenere analogo pronunciamento dal Consiglio di Stato. «Passando al merito - si legge nella pronuncia del Consiglio di Stato, che ha sentito l’esigenza di rivolgersi al livello superiore, ovvero il presidente della Repubblica) - deve considerarsi fondata e assorbente la doglianza contenuta nel secondo motivo di ricorso, concernente la mancata determinazione dei criteri di valutazione delle offerte e dei relativi punteggi prima dell’esame delle istanze di partecipazione. Non appaiono convincenti in proposito le considerazioni svolte dall’amministrazione comunale secondo cui tale procedura - basata su domande non a “buste chiuse”- si rendeva necessaria per consentire al Comune di compiere una valutazione discrezionale sulle prospettive di carattere anche urbanistico derivanti dalla concessione. È evidente, invece, che proprio questa modalità “aperta” avrebbe dovuto indurre a fissare l’incidenza quantitativa dei criteri di valutazione preventivamente, già nei documenti di avvio della procedura. Averlo fatto solo dopo l’acquisizione delle domande e la valutazione dei requisiti (con esclusione di uno dei partecipanti) non risulta rispettoso dei principi di evidenza pubblica derivanti dalla legislazione europea e nazionale in materia di concessione dei beni pubblici».
Tra le soluzioni ipotizzate anche il recupero di un quinto lotto che Overmarine ha sempre sostenuto esservi, pur mai non assegnato.
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