Sicurezza
Morì travolto da un albero «Il Comune fu negligente»
Il giudice spiega le condanne dei dirigenti Raffaelli (oggi in pensione) e Allegretti «Nulla di ciò che avrebbero dovuto fare per la cura del verde è stato fatto»
VIAREGGIO. «Nulla di ciò che avrebbero dovuto fare è stato fatto». Una sintesi dura, quella del giudice del tribunale di Lucca Valeria Marino. Che riassume il perché delle condanne inflitte all’ex dirigente del Comune Riccardo Raffaelli (2 anni e 4 mesi) e all’attuale dirigente Franco Allegretti (2 anni) per la morte di Bernardo Piccinelli. Il pensionato di 84 anni che fu travolto e ucciso da un albero caduto in via Zara, a Città giardino, nell’ottobre del 2012.
Nelle 19 pagine delle motivazioni della sentenza, pronunciata nel marzo scorso, il giudice non si limita al caso in sé. Cioè alla prevedibilità della caduta del pioppo. Le cui condizioni – sostiene – avrebbero dovuto mettere in allarme chi si occupava della manutenzione del verde pubblico. L’albero, si spiega, era malato e reclinato, con foglie piccole e rami secchi, indici di una situazione che era già compromessa. Tanto che se ne era accorto anche un cittadino che abita in zona e che è stato sentito come testimone al processo. A finire nel mirino del tribunale, però, sono la gestione e le cura del verde pubblico, che secondo quanto riporta il giudice aveva già mandato numerosi segnali di Sos. «La caduta del pioppo non è stata un evento improvviso – scrive il giudice – ma è stato il risultato di una incuria che si è protratta nel tempo, a partire della gestione Raffaelli fino a giungere ad Allegretti». Il primo, oggi in pensione, ha avuto la responsabilità del settore dal 2006 al 2011, salvo cederla ad Allegretti e poi riprenderla nel giugno del 2012, pochi mesi prima della tragedia. In quel periodo avviene un altro fatto che viene contestato dal giudice: l’affidamento della manutenzione del verde a Sea Risorse, senza passare da una gara d’appalto pubblica. Come invece il Comune avrebbe dovuto fare, visto che si parlava di un contratto da 800.000 euro. Per questa vicenda sono stati trasmessi gli atti alla Procura perché apra un’indagine a parte.
Ma quell’affidamento, sostiene il giudice, era discutibile anche perché Sea Risorse non avrebbe avuto competenze in materia. E non ha esonerato dalle responsabilità i due dirigenti. Che avrebbero dovuto predisporre un vero piano di manutenzione. Soprattutto dopo i 14 casi segnalati di alberi caduti o prossimi alla caduta in città, che avevano richiesto interventi “di somma urgenza”. Sulla base di queste considerazioni il giudice ha condannato Raffaelli e Allegretti: gli avvocati difensori Enrico Marzaduri ed Ezio Menzione faranno appello. Il tribunale ha assolto i funzionari comunali Marta Gentili (difesa dall’avvocato Emilio Soppelsa) e Luigi Gazzentini (difeso da Filippo Tacchi): non hanno mai avuto poteri decisionali, quindi non possono essere considerati responsabili.
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