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Versilia

Riomagno si veste con le gigantografie dei grandi artisti

Riomagno si veste con le gigantografie dei grandi artisti

Domani e domenica il paese ospiterà la rassegna di foto Gli scatti dei professionisti saranno appesi ovunque

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SERAVEZZA. Ultimi ritocchi in vista dell’inaugurazione, domani alle 17.30, di Riomagno Foto Incontri. Un’attesa quinta edizione preparata con grande cura e con un cartellone ricco di nomi eccellenti, da Massimo Sestini a Romano Cagnoni. Ma ci sono state anche decine e decine di adesioni da parte di fotoamatori da tutta la Toscana. Perché il format di Riomagno piace: un intero borgo che, letteralmente, si vestirà di immagini.

Foto ovunque, per due giorni: nei vicoli, nelle cantine, nei giardini privati, in chiesa, sulle facciate delle case, perfino nel campo da calcetto, sotto la cascata, nel fiume. Una pacifica invasione d’arte fotografica capeggiata da Massimo Sestini, ospite d’onore di questa edizione: sarà a Riomagno personalmente nel pomeriggio e nella serata di sabato. Tra i più noti fotoreporter italiani, Sestini presenterà una quindicina di immagini in grande formato, tra cui una selezione di scatti da un progetto ancora inedito dedicato agli uomini del Comsubin. Uno spazio tutto speciale Riomagno lo riserverà al compianto Romano Cagnoni, con sei immagini selezionate con cura fra le migliaia dei suoi reportage dall’Italia e dal mondo. La rassegna – curata dal Gruppo fotografico iperfocale – sarà organizzata in tre sezioni: le gigantografie sulle facciate delle case, con banner fino sei metri di lunghezza; gli spazi aperti ai fotoamatori di ogni provenienza ed esperienza ed ai circoli di tutta la Toscana (cento pannelli) con foto a tema libero e completamente autogestiti; le mostre diffuse nel paese su invito degli organizzatori. Ricco il cartellone di queste ultime: “Blurred”, collettiva del Gruppo iperfocale all’interno della chiesa; “Dream” del viareggino Stefano Corsini, autore del manifesto ufficiale della manifestazione e vincitore dell’ultima edizione del Premio Fulvio D’Iorio nel Giardino dell’Odile; il già citato omaggio a Cagnoni nella Galleria Le Piazze; la collettiva del Circolo Fotografico di Pian del Quercione alla Galleria dell’Angelo; la mostra “Modiglianizzati” del livornese Fabrizio Razzauti alla Galleria Da Prato; Veronica Gaido a Bottega. Eccezionalmente riaprirà anche lo storico Cro, non come bar ma come sede espositiva e per gli spettacoli. E ancora: le foto galleggianti nel letto del fiume – con un progetto realizzato ad hoc dal titolo “Organidramma” – e la tradizionale installazione alla cascata.

Una speciale collaborazione sarà attivata con Cibart nel segno di Michelangelo: nel campo di calcetto un’installazione realizzata con sei totem in marmo forniti dalla Società Henraux proporrà una veduta aerea lunga circa sette metri della Valle del Serra, realizzata da Nicola Gnesi, Come contrappunto, nella chiesa diroccata dell’Annunziata alla Cappella, a cura di Cibart, le foto tratte dal progetto “Le stanze del cielo” di Andrea Bartolucci. Altra collaborazione quella con il Parco delle Alpi Apuane che a Palazzo Rossetti, nel centro di Seravezza, presenta la mostra “Apuane, terre selvagge” di Lorenzo Shoubridge (già in corso).

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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