Il lutto
Niente shopping di domenica? I negozi si ribellano
No al possibile stop: solo in Passeggiata costerebbe a testa 6mila euro di incasso ogni settimana. Più i posti di lavoro
VIAREGGIO. Shopping vietato la domenica? Sarebbe come mettere fine alla Passeggiata di Viareggio. Dove circa 120 negozi, afferma il presidente di Confcommercio Piero Bertolani, «incassano 750mila euro complessivi in una sola domenica». Significa 6.200 euro circa a testa, anche se le medie hanno sempre un valore relativo. Una cosa è certa, secondo Bertolani: «Un giorno festivo fa guadagnare a qualsiasi attività sei-sette volte di più di un feriale. Pensare di tenere chiusi i battenti e non lavorare è una follia».
Non piace in Versilia la proposta del Governo, in particolare del vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio, di chiudere i negozi la domenica. I “no”, si sa, sono sempre più facili da dire; ma gli esercenti non si limitano a criticare una proposta che sta facendo discutere. Ci sono dei numeri, spiegano, di fronte ai quali non ci si può neppure mettere a un tavolino. «È una proposta che non sta in cielo, né in terra – afferma Valentina Cesaretti di Confesercenti – Penso sia stata buttata là per vedere l’effetto che faceva, ma non credo che si andrà oltre. Perché significherebbe danneggiare in maniera clamorosa chi in questo momento dovrebbe essere aiutato, come i commercianti che fanno fatica a mandare avanti le loro attività. I veri temi sono la riduzione del costo del lavoro a carico del titolare, la tassazione e così via: qui bisogna intervenire per aiutare le imprese e chi le manda avanti. Dire che i negozi devono stare chiusi la domenica è uno slogan. Poi arriva la realtà, che ti dice che se nei posti turistici come Viareggio e la Versilia non sei operativo di domenica rischi di chiudere per sempre. Così si perdono anche i posti di lavoro, che esistono proprio grazie a questa opportunità».
Oltre all’incasso, i commercianti battono proprio su quel tasto. «Di domenica e nei giorni festivi – afferma Bertolani – ci sono 1.000 persone al lavoro sulla Passeggiata. La maggioranza netta sono in forza ai negozi. Mentre gli impiegati in bar e ristoranti sono in numero inferiore, perché inferiore è il numero di locali. Che cosa succederebbe se tutte queste attività non dovessero più essere aperte? Sicuramente l’effetto sarebbe negativo. Io credo che dovremmo tornare all’epoca precedente al governo Monti, quando le aperture domenicali erano consentite solo ai luoghi turistici. In questo modo non penalizzeremmo la Versilia». Altrimenti si rischia di far abbassare il cosiddetto “bandone” anche alle attività storiche come quella di Attilio Pagani, presidente del Centro commerciale naturale di Forte dei Marmi. «Sono qui da 41 anni, le aperture festive sono sempre state un mio cavallo di battaglia – dice Pagani – Di tornare indietro non se ne parla, nel modo più assoluto. Neppure a domeniche alternate. Questo non significa che non esistano giorni particolarmente sacri come il 25 dicembre e il 1º gennaio: io, per esempio, sono chiuso. Ma per il resto dell’anno, soprattutto d’inverno, non accogliere la clientela nel fine settimana significa rinunciare a una fetta incredibile del proprio guadagno».
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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