Sicurezza
Seimila firme in nome di Andrea
Gli amici del giovane investito in Darsena: «Chi l’ha ucciso resti agli arresti domiciliari senza uscire»
VIAREGGIO. Seimila firme, raccolte in meno di 90 giorni, per chiedere che ad Anthony Caturano, il venticinquenne di Torre del Lago che nella notte tra il 4 e il 5 febbraio, travolse con l’auto Andrea Lucchesi, 21 anni, e Fabio Biagini, 25 anni, all’uscita da un locale in Darsena, uccidendo il primo e ferendo gravemente il secondo, venga revocato il permesso di andare al lavoro.
Ieri mattina questa petizione, partita da Lucca ed estesa poi anche a Viareggio, è arrivata sulla scrivania del presidente del tribunale di Lucca, Valentino Pezzuti. I genitori di Andrea, Mario e Fiorella, insieme al fratello Giacomo e all’avvocata della famiglia Cristiana Francesconi sono stati ricevuti da Pezzuti intorno alle 8.30.
Un incontro che loro stessi hanno definito «molto disteso e cordiale», e che è durato circa una mezz’oretta. Ufficialmente la raccolta firme è stata depositata in Tribunale e anche se questo atto non ha il “potere” di incidere materialmente su decisioni e sentenze, per la famiglia Lucchesi è comunque un gran risultato, il loro modo di dire “no” a un provvedimento che fin dall’inizio avevano contestato duramente.
«Non ci aspettavamo tanto sostegno e supporto - spiega Fiorella Checchi -: ringrazio tutte le persone che hanno deciso di aderire alla nostra petizione e anche chi ci ha aiutati a raccogliere le firme perché senza di loro non avremmo mai raggiunto questi numeri».
La raccolta era iniziata a fine marzo ideata da un’amica di Fiorella nonché titolare del negozio “Da Valentina”, Agostina Colombini, anche lei in disaccordo rispetto alla decisione del gip Giuseppe Pezzuti che ha consentito all’investitore di tornare al suo lavoro. Una decisione che è stata poi revocata il 23 maggio dal Tribunale del Riesame di Firenze. Ma che non è ancora diventata definitiva.
L’iniziativa della raccolta firme incontrò immediatamente il favore della famiglia Lucchesi tanto che nel giro di pochissimo i moduli per aderire erano disponibili anche nel loro distributore “Esso” sul viale di San Concordio e, piano piano, anche in tante altre attività commerciali della zona.
«Col passare del tempo si è sparsa la voce - aggiunge Fiorella - ed anche i privati si sono mobilitati per raccoglierle. In più, altre adesioni sono state sottoscritte anche a Viareggio. Ringrazio tanto il presidente del Tribunale - conclude la madre del giovane ucciso sulla strada (Andrea era a piedi, ndr) - per averci accolti. È stato davvero molto gentile con noi».
Soddisfazione per l’incontro di ieri mattina è stata espressa anche dall’avvocata della famiglia, Cristiana Francesconi: «Il presidente Pezzuti - dichiara il legale della famiglia Checchi-Lucchesi - ha avuto parole di conforto per i genitori e ha spiegato loro qual è stato fin qui l’iter giudiziario e tutto quello che è stato fatto. Mostrando una grande disponibilità».
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