Gioco
Oltre un milione di euro per riaprire la piscina
È l’investimento che dovrà sostenere il nuovo proprietario tra acquisto e lavori «Tranquilli, non ci saranno stangate sulle tariffe: ridurremo i costi di gestione»
VIAREGGIO. Servirà oltre un milione di euro per riaprire la piscina in Darsena, chiusa da circa due anni. E ormai non più di proprietà pubblica, perché martedì se l’è aggiudicata all’asta fallimentare Franz Bordin della società milanese Aquasalus. Il nuovo proprietario, oltre ai 640mila euro che verranno sborsati per l’acquisto promesso al tribunale, dovrà sobbarcarsi una cifra altrettanto onerosa per rimettere a posto la struttura. Che è in condizioni disastrose, tanto da non avere più l’agibilità.
Non si parla, insomma, del “tozzo di pane” che qualche viareggino tira in ballo quando sono in vendita i beni pubblici che furono di proprietà della Viareggio Patrimonio, cioè del Comune. Una metafora, quella dell’acquisto a basso costo, che fu usata quando il Principino fu comprato all’asta dagli imprenditori Roberto Brunetti ed Enrico Bogazzi. Peccato che il Principino, appena riaperto, abbia preteso oltre 8 milioni di euro per rinascere. Piccola annotazione: Brunetti è viareggino d’adozione ma viene da Agliana, Bogazzi è carrarino. E Bordin arriva da Milano. Dal cuore della città nessun portafoglio si è sensibilizzato per i tozzi di pane. Che poi non erano tali, si è visto.
Bordin, raggiunto al telefono dal Tirreno, preferisce non dare delle cifre precise su quanto dovrà spendere in totale. Spiegando, però, che «tra i problemi da risolvere c’è quello della struttura portante del tetto». Già questo basterebbe per far lievitare i costi. Poi ci sono gli spogliatoi e tutti gli impianti da rifare: dato che stiamo parlando di una piscina e non di un’abitazione privata, è facile immaginare che il conto sarà salato. Così come il cantiere sarà lungo. «Correndo a tutto gas potremmo metterci sei mesi solo per i lavori – afferma Bordin – ma probabilmente ne serviranno di più. Io credo che prima del settembre 2019 non sarà possibile riaprire la piscina. Ma potrebbero esserci imprevisti, che a quel punto ci costringerebbe a slittare all’anno successivo».
Con un investimento del genere e con una proprietà che non è più pubblica cosa dovranno aspettarsi i viareggini alla riapertura dell’impianto? Non una stangata, assicura il nuovo proprietario. «Tengo a dire una cosa – dice Bordin – Il nostro obiettivo è che la piscina torni in mano ai viareggini. Questo significa che le tariffe dovranno essere in linea con quelle esistenti. Non sono molto elevate, però non potremo discostarci molto. Questo è un punto essenziale. Come ci riusciremo? Gli impianti della zona, tutti di proprietà pubblica, si reggono grazie a contributi del Comune che noi ovviamente non avremo. I costi di gestione, per tutti, sono altissimi. L’unica strada è ridurre questi costi. Lavorando per il risparmio energetico con i nuovi impianti». Tra i progetti di cui si era parlato in passato c’erano anche i pannelli solari sul tetto. Per quanto riguarda le attività, si punterà molto sui bambini, per cui verranno organizzati corsi di nuoto ad ogni età. «Corsi ci saranno anche per gli adulti, oltre alla ginnastica in acqua (aquagym) - assicura Bordin - L’impianto sarà facilmente accessibile ai disabili grazie ai sollevatori che consentono l’ingresso e l’uscita in acqua. Inoltre riapriremo la struttura alle società sportive che vorranno usarla per competizioni e allenamenti. Il personale? Pensiamo a una cinquantina di addetti, tutti del posto. Anche così restituiremo la piscina a Viareggio».
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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