Il Tirreno

Versilia

arte e giustizia 

Non ci fu truffa nella vendita: era vera la statua di Henry Moore

VIAREGGIO. Si erano ritrovati davanti al giudice per una lunga vicenda giudiziaria che aveva al centro una scultura attribuita all’artista britannico Henry Moore, sbarcato in Versilia nell’ormai...

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Si erano ritrovati davanti al giudice per una lunga vicenda giudiziaria che aveva al centro una scultura attribuita all’artista britannico Henry Moore, sbarcato in Versilia nell’ormai lontano 1956 con un primo passo che fu l’inizio di un lungo amore per il nostro territorio. In questi giorni il Tribunale di Lucca (giudice Tiziana Lottini) ha assolto - con la formula “perché il fatto non sussiste” - Pietro Giomi (difeso dall’avvocato Tiziano Nicoletti) e Graziano Benedetti (avvocato difensore Andrea Bonuccelli).

Entrambi gli imputati (che avevano avuto ruoli diversi) erano accusati del reato di truffa, in concorso, per aver venduto una piccola statua di Henry Moore - al costo di 6.000 euro - che il compratore, ad un certo punto della trattativa, aveva bollato come falsa dopo avere acquisito alcuni pareri.

Pietro Giomi, molto noto in città ed attualmente tra i revisori dei conti della Fondazione Carnevale, è un appassionato d’arte ed ha sempre sostenuto l’originalità dell’opera al centro del contenzioso legale. Una statua che - questa è sempre stata la tesi della difesa di Giomi e dell’imputato stesso nel corso della vicenda legale - rappresentava un dono ricevuto dal celebre scultore.

Nel corso dell’iter giudiziario era stato ascoltato - a favore del compratore - anche un collaboratore di Moore presso la ditta Henraux di Querceta, il quale aveva proposto i propri dubbi sul fatto che la scultura fosse attribuile all’artista, precisando però di aver dato solo un parere verbale e di non aver rilasciato alcuna perizia scritta.

Il giudice del Tribunale di Lucca si è dato 90 giorni di tempo per rendere note le motivazioni della sentenza. Starà a quel punto al denunciante decidere se ricorrere in appello o meno sostenendo la tesi che, invece, di reato si è trattato nonostante il Tribunale di primo grado lo abbia escluso. (d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini