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Maturità, l’attesa sul molo a cantare Venditti

Maturità, l’attesa sul molo a cantare Venditti

Da Aldo Moro al Giardino dei Finzi-Contini, scelte diverse sul tema di italiano: «Ansia? Meno dei nostri genitori...»

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VIAREGGIO. I ragazzi della quinta A del Piaggia - corso “Amministrazione, Finanza e Marketing” - la notte prima degli esami l’hanno trascorsa sul molo, ascoltando la canzone-simbolo di Venditti, colonna sonora di momenti vissuti da ognuno a suo modo. Fatto ritorno a casa, la preparazione psicologica alla prova d'apertura è tornare ad essere questione da affrontare individualmente. «La mia è stata una notte piuttosto insonne», ammette Luca Vanni mentre nel cortile della scuola condivide le proprie sensazioni assieme ad un gruppo ristretto di compagne di classe. Lo fa con il volto più disteso rispetto alle ore che hanno accompagnato l’avvicinamento al tema. E non per caso. «Negli anni ho coltivato una passione per Aldo Moro e ciò che riguardava la Democrazia Cristiana. Ecco perché non ho nutrito il minimo dubbio sulla traccia da scegliere. E poi un po’ me l’aspettavo».

Con lui, tanti altri studenti che alla vigilia, per diletto o utilità, si erano cimentati in previsioni mai come nel recente passato rispondenti a verità. Le preoccupazioni maggiori sono piuttosto rivolte «alla seconda di prova, la più difficile».

Gaia Sirianni ha invece optato per la tipologia A, l’analisi testuale di un passaggio de Il giardino dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani. «Scorrendo le tracce, mi sono accorta che non erano poi eccessivamente complesse. Ho scelto quella che poteva fornirmi le maggiori sicurezze». Quattro ore (circa) sono risultate sufficienti per produrre l’elaborato. «Stavo cominciando ad accusare la stanchezza: ho riletto con attenzione e poi consegnato». Neppure Viola Sereni, altra sua compagna di classe, ha ravvisato la necessità di sfruttare tutto il tempo a disposizione. Lei ha affrontato aIl dibattito bioetico sulla clonazione». «Mi sono focalizzata sull’ambito scientifico perché le tracce su Aldo Moro e la Costituzione, pur immaginando che sarebbero uscite, non mi ispiravano granché».

E proprio su “Il principio dell’eguaglianza formale e sostanziale nella Costituzione” - il tema di ordine generale, tipologia D – è ricaduta la preferenza di Valentina Kostynian, che ha frequentato il corso serale, indirizzo alberghiero, al Marconi. «Quando ho letto la traccia sull’analisi del testo sono rimasta un attimo spiazzata. Mi sono concentrata su quella che ritenevo essere la più fattibile. Ho avuto qualche dubbio appena finito di scrivere, non volevo correre il rischio di andare fuori tema, poi mi sono convinta e ho consegnato», anche perché «c’è da molto da studiare e da mettere in pratica per le prove seguenti».

Caterina Overi e Tea Gianardi – entrambe appartenenti alla quinta A del linguistico - sono state tra le prime ad uscire dal Carducci, poco dopo le 12. “Masse e propaganda”, l’argomento scelto «senza esitazioni» tra quelli inseriti nella tipologia B, da sviluppare in forma di saggio breve o articolo di giornale. Hanno evitato la traccia su Aldo Moro («Troppo complessa») e sulla Costituzione («C’era il pericolo di scrivere frasi banali e scontate»), guidate da una invidiabile tranquillità: «Forse i nostri genitori erano più in ansia», affermano (sor)ridendo.

Al Barsanti e Matteucci non fa certo notizia la decisione di buona parte dei maturandi di affidarsi all’ambito tecnico-scientifico (tipologia B, quella del saggio breve). Andrea Paterniti, quinta F, spiega che su «questo genere di traccia mi sono esercitato tutto l’anno, avevo già chiaro in testa su cosa orientarmi e come. Conoscevo bene la tematica, per me è stato un sollievo».

Di parere simile, Biruk Abate, quinta E. «Ho puntato sull’argomento che più mi ispirava e su cui mi sentivo maggiormente preparato. Le prove in classe dei mesi scorsi mi sono state d’aiuto».

G.N.

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