Sicurezza
Alessio, voti record Una pagella di soli 10 e il mare come sogno
Arriva dal Nautico Artiglio lo studente con la media più alta «Da grande? Vorrei entrare all’Accademia Navale»
VIAREGGIO. Se è vero che la perfezione non appartiene a questo mondo, allora Alessio Baldini ci si è avvicinato sino a sfiorarla. «Si può comunque fare sempre meglio», si schermisce pur consapevole che i numeri lo smentiscono. Uno soltanto, in realtà. Il 10, ripetuto per altrettante volte, quante le materie del corso “Conduzione del mezzo navale nautico”. Sarebbero undici, con la condotta, non valida però ai fini di una media – del 10, va da sé – che lo consacra come miglior studente. Della sua classe (la 3ª A), della scuola (il nautico Artiglio) e, soprattutto, della Versilia.
Primato assoluto che affonda le radici nella passione dei Baldini per il mare, tramutata poi in lavoro. Il padre (Luciano) è un comandante di yacht privati, lo zio (Francesco) è sottufficiale della Marina, ciò che Alessio auspica di diventare, un domani. «L’ambizione di entrare nell’Accademia Navale è maturata quando ancora frequentavo la seconda, ma da piccolo lui mi portava a La Spezia e a Livorno a vedere le cerimonie», ricorda Alessio, 17 anni da festeggiare a dicembre, per sua stessa definizione «ambizioso e testardo».
Il futuro, nella mente già delineato, crea una mescolanza con i ricordi del passato e le soddisfazioni del presente. I cartelloni con sovrascritti i voti sono appesi da inizio settimana sulla bacheca al primo piano del nautico. Ma di aver ottenuto la media del 10 l’ha saputo domenica «grazie ad un amico che mi ha telefonato dopo aver consultato il sito della scuola». E la reazione? «Ero felice, ma proprio non me lo aspettavo».
L’euforia è stata mitigata da una crescente presa di coscienza per un risultato «che rappresenta per me una enorme soddisfazione e una rivincita». Durante i primissimi approcci con il nautico infatti la convinzione non era totale, dubbi dissipati col tempo «anche perché questa scuola può offrire maggiori possibilità lavorative, papà me lo ha ripetuto spesso».
L’impiego è una questione di prospettiva ancora priva di concretezza al contrario delle esperienze formative previste nel piano di studi e già in parte compiute: a bordo di una barca a motore, a vela e pure di un traghetto (alla guardia in plancia).
Tra tutti i 10, Alessio si aspettava quelli in «matematica, italiano e storia, ma in diritto assolutamente no», materia quest’ultima «a cui mi dedico la sera, prima di andare a letto, a differenza delle altre». La spiegazione è esaustiva, nella sua semplicità. «Non ho molta memoria, mi serve più tempo rispetto alle discipline che implicano ragionamenti e collegamenti logici. Può bastarmi un’ora di studio al pomeriggio, dove mi concentro principalmente sugli esercizi, per dar seguito a ciò che ho appreso al mattino».
Surplus da sfruttare per dedicarsi ad altre attività: «Il tennis, la canoa, i corsi per l’Ecdl (la patente europea del computer, ndr), le uscite con gli amici. Almeno non mi annoio».
Mamma Stefania, romana di nascita trapiantata a Viareggio da quasi due decenni, si gode, fiera, il capolavoro didattico del figlio. «Sia lei, sia papà hanno lasciato che mi gestissi autonomamente». Come dar loro torto, visti il 9,62 di media del primo anno ed il 9,73 del secondo, periodo nel quale si è instaurato un rapporto (pro)positivo con i compagni di classe e gli insegnanti. Per quanto possa apparire ancora prematuro «un pensiero al 100 e lode lo comincerò a fare. Un professore mi ha già fornito un po’ di materiale relativo al concorso per l’Accademia Navale, ma non è mia intenzione bruciare le tappe». Avrà cento validissimi motivi per evitare di farlo. Gliene possono bastare dieci, per adesso.
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