Gioco
Il ritorno di Stefania: «La mia vita felice fra cinema e vino»
Toccata e fuga della Sandrelli, premiata in Capannina «Cibo, musica e divertimento: quanti ricordi qua dentro...»
E anche questa volta niente pedalata in bicicletta! Come ai vecchi tempi, quando adolescente bella e spensierata girovagava per la sua Viareggio. Niente pedalata sulla due ruote per Stefania Sandrelli, approdata a Forte dei Marmi nella sua Versilia per partecipare in veste di madrina d’onore della prima edizione di VinoVip al Forte: una toccata e fuga, giusto il tempo di qualche saluto al volo ai parenti e poi via di nuovo in auto alla volta di Roma, sua terra d’adozione da quando, a sedici anni, se ne andò per seguire le sirene del cinema. Sarà stato un caso che ad accoglierla siano state le note di “Sapore di mare” abbinate – nella playlist dell’estate dal sound sommelier Paolo Scarpellini - ma il destino si sa è dispettoso e giocherellone.
Le canzoni di Gino Paoli, la Capannina, la Versilia: quanti ricordi, Stefania?
«Tantissimi: ricordi fatti di profumi, risate, grandi divertimenti, cibo, bellezza, gioco. In una sola parola libertà. Sapore di mare è solo una coincidenza, ma io non me lo sono dimenticato, non sono nostalgica, ma compiaciuta sì».
La tua presenza in Capannina questa volta più che all’insegna del cinema è in nome del vino: una parte della tua storia.
«Festeggiamo i 25 anni di collaborazione con Sandro Bottega per la produzione del chianti classico docg Acino d’oro. Ho conosciuto Sandro tanti anni fa e con lui, il suo impero vinicolo e la produzione di prosecco e grappa. A lui mancava un rosso ed una sera che ero nel Chianti per motivi di lavoro, abbiamo pensato di suggellare la nostra amicizia con la creazione di un Chianti classico che produciamo in due appezzamenti tra Gaiole e Castellina».
Una passione per il vino che ha mosso i suoi passi con Mario Soldati, papà di tuo marito Giovanni…
«Mario, con Luigi Veronelli, è stato tra i pioneri tra gli scrittori che si sono occupati di vino. Ricordo tanti banchetti a casa Soldati e anche una delle ultime cene insieme in un ristorante romano dove Mario, già in là con gli anni, annunciava la sua morigeratezza ad inizio pasto, per contare alla fien un numero imprecisato di bottiglie: ne apriva una ad ogni portata. Così facendo ci ha però istradato al gusto per il buon bere. Lui e Giovanni, che peraltro cucina benissimo,mi hanno preso per la gola».
Dal vino alla celluloide, cosa bolle in pentola?
«Sicuramente un prequel e un sequel del film di Gabriele Muccini uscito quest’inverno nelle sale A casa tutti bene? ma se ne parlerà nel 2019. A tempi più ravvicinati nella mia vita ci sarà il teatro, anche se adesso è il momento delle scelte. Devo decidere tra due progetti egualmente interessanti: la messinscena di un’opera di Dacia Maraini con un grande regista che poi vorrebbe anche farne un film, o una produzione di Angelo longoni con tre donne in scena. Purtroppo, per le tempistiche, uno esclude l’altro. E scegliere è veramente difficile».
Un grande ritorno al teatro?
«Per un attore il contatto con il pubblico è nutrimento, ma è molto faticoso, siamo scalatori di montagne, ed ogni sera è un debutto. Però, dovessi rinascere comincerei dal teatro e ne farei moltio di più, è davvero un richiamo».
E dal teatro all’opera lirica il passo è breve: non hai mai nascosto il desiderio di fare la regia di un’opera…
«E’ vero: infatti quest’estate verrò a Torre del Lago a vedere una rappresentazione per prendere intanto le contromisure e capire. La vera difficoltà è mettere insieme le diverse disponibilità in quella che è la giostra dello spettacolo e degli impegni».
Da donna di spettacolo come giudichi il caso Weinstein di molestie sulle attrici?
«Ne abbiamo parlato molto anche con Amanda e ci siamo dette: “Siamo due miracolate!” non avendo mai avuto problemi di questo genere, ma riteniamo che vale sempre la pena denunciare anche se non subito, per non dover correre il rischio di essere fraintese. Dire, far venire a galla, difendersi in questo mondo dove anche i femminicidi sono all’ordine del giorno e ci sentiamo tutti così disarmati».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
