Il Tirreno

Versilia

Sant’Anna, addio a Luigi che sopravvisse all’eccidio

Sant’Anna, addio a Luigi che sopravvisse all’eccidio

Scampò alla strage perché era andato a cercare da mangiare con la madre Il 12 agosto del 1944 perse padre, quattro fratelli e una sorella. Oggi i funerali

2 MINUTI DI LETTURA





SANT’ANNA DI STAZZEMA. Aveva undici anni quel giorno, il 12 agosto del 1944, quando i nazisti salirono a Sant’Anna dove si era rifugiato insieme alla famiglia, e massacrarono 560 persone. Lui perse in un colpo solo papà, quattro fratelli e una sorella. Sei sorrisi persi per sempre e rimasti in una foto in bianco e nero sbiadita dentro un portafoglio di pelle marrone che aveva sempre con sé. Adesso li rincontrerà, forse, quei sorrisi, Luigi Della Latta, uno dei superstiti dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema. È morto giovedì. Aveva 85 anni.

I funerali si svolgeranno oggi, alle 15. 40. Le cerimonia partirà dall’obitorio dell’ospedale Versilia e arriverà nella chiesa parrocchiale di Capezzano Pianore, dove, alle 16, verrà celebrata la messa. Dopo le esequie, il corteo funebre proseguirà per il cimitero di Capezzano Pianore dove verrà seppellito.

Nato il 12 dicembre 1933, Luigi della Latta aveva 11 anni quando nella strage del 12 agosto 1944 perse il padre Pasquale, quattro fratelli (Carlo di 9 anni, Davino di 6 anni, Domenico di 12, Giuseppe di 14), e una sorella, Corinna, di 3 anni. Teneva la loro foto sempre con sé, portandola nel portafoglio.

Abitavano in località “I Merli”, una delle piccole borgate che compongono l’abitato di Sant’Anna di Stazzema. La sua famiglia era sfollata da Capezzano Pianore. Luigi aveva lasciato Sant’Anna con la madre qualche giorno prima solo per una casualità. Erano andati a Capezzano Pianore, dove vivevano, per cercare qualcosa da mangiare. La madre decise di tornare a Sant’Anna proprio il 12 agosto ma le fu impedito di salire. «Dopo, verso mezzogiorno ritornò a casa, non l’avevano fatta passare alla Balza per andare a Sant’Anna e lei si rigirò e venne indietro», raccontò lo stesso Luigi Della Latta al processo di La Spezia, dove venne ascoltato come testimone. «Si ritornò via la mattina presto del 13, si arrivò fino a Sant’Anna proprio dove si abitava. La casa era bruciata, c’era della roba fuori, avevamo i buoi e tre pecore». Si diressero a Coletti per cercare il padre, Pasquale, e il fratello, Giuseppe, dove pare fossero andati per fare il pane, ma una volta giunti sul posto incontrarono una donna che disse: «Vostro marito e il figlio li hanno presi i tedeschi». Il corpo del fratello fu ritrovato dietro a un castagno; il padre era stato ucciso a Valdicastello, nel fiume. Gli altri fratelli e la sorella non furono mai identificati: vennero sepolti nella fossa comune. «Ai familiari le più sentite condoglianze del museo storico di Sant’Anna di Stazzema – si legge in una nota – e dell’amministrazione comunale».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa