Il Tirreno

Versilia

L’elogio della bellezza

di ADOLFO LIPPI
L’elogio della bellezza

Quando l’architettura aiuta ad arricchire le nostre città

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Questa mattina all’hotel Principe di Piemonte di Viareggio, dalle 9,30 alle 12, si svolgerà il tradizionale “Premio Carlo Pucci” per giovani che amano l’architettura ed il restauro.

Si tratta di un premio promosso dall’associazione culturale “Pucci” - il cui presidente è Giampiero Benini - in collaborazione con l’ordine degli architetti di Lucca. Nel corso della giornata è in programma anche una lectio magistralis del Magnifico rettore dell’Università degli studi di Firenze professor Luigi Dei.

Che significato ha questo evento che è giunto al suo quarto anno di vita? Significa stimolare nei giovani professionisti l’immaginazione per valorizzare il paesaggio e restaurare le bellezze architettoniche. Perciò il Premio è a carattere nazionale. Ovunque, infatti, vi sono straordinarie possibilità di recupero della bellezza, uno dei patrimoni che arricchiscono l’Italia.

Così, con queste idealità, venne l’idea del “Premio”. Carlo Pucci era un professionista viareggino di notevole spessore creativo. La sua capacità si espresse in alcuni edifici ed in molti interni versiliesi e non. Soprattutto rimasero di lui, scomparso in giovane età, la passione e l’incitamento a decantare i manufatti. Allora alcuni suoi amici - Giampietro Benini, Silvano Marangon, Lello Santini, Paolo Banelli ed altri - pensarono di rinnovarne la memoria con un’iniziativa che avvicinasse ai suoi proclamati valori i nuovi laureati. Ed il Premio ormai è giunto alla quarta edizione.

Il presidente Giampietro Benini ci tiene soprattutto a sottolineare l’aspetto nazionale della manifestazione. Dove vi è una giuria qualificatissima composta dal professor architetto Franco Motanari (presidente), dalla dottoressa Ilaria Boncompagni, storica dell’arte della Sovrintendenza di Lucca e Massa Carrara, il professor architetto Giuseppe Alberto Centauro, professore associato di restauro all’Università degli studi di Firenze, l’architetto Giuseppe De Leo, il professor architetto Biagio Guccione, professore associato di architettura del paesaggio alla Università di Firenze, l’architetto Lorenzo Ricciarelli, consigliere dell’Ordine degli architetti di Lucca.

Il Premio assume per altro un peso particolare anche perché si svolge a Viareggio una città che deve molto alle folgoranti intuizioni di molti ingegneri (celeberrimo il Belluomini) di geometri, di artisti (Giacomo Puccini, Lorenzo Viani, Galileo Chini presero parte al disegno urbanistico). Viareggio, a differenza di Pietrasanta, di Camaiore, di Massarosa, non ebbe mai un medioevo. Era uno sterminato padule. Fu ideato solo a partire dall’Ottocento (Maria Luisa di Borbone con architetto Nottolini). Allora, scoppiando il boom della vacanza balneare ,a fine secolo con inizi nel Novecento, gli architetti poterono scapricciarsi nell’ideazione di una città tutta nuova, tutta ideata, e grazie a proprietari di case illuminati e proprietari di alberghi e stabilimenti balneari prestigiosi poterono sorgere costruzioni fantastiche, leggi l’hotel Kursal, l’hotel Royal, l’hotel De Russie, l’hotel Select, l’hotel Esplanade, eppoi il Gran Caffè Margherita i bagni Balena, Nettuno e Felice.

Vi sono parecchi studi di Maria Adriana Giusti su quest’ampia apoteosi di architettura proustiana, romantica e liberty, intonata a chi allora frequentava la riviera, da Massimo D’Azeglio ad Alessandro Manzoni, da Pascoli a D’Annunzio, dai maraja arabi alle teste coronate d’Europa, da Massimo Gorkij a Thomas Mann, da Marconi ad Italo Balbo, da Ardengo Soffici a Carlo Carrà, da Eleonora Duse ad Isadora Duncan. Non vi è nulla che ci faccia invidiare la Costa Azzurra. Non a caso Puccini qui scrisse alcune tra le sue migliori opere e altrettanto fece Luigi Pirandello mentre al teatro “Eden” recitava Ermete Zacconi e al teatro Eolo sgambettavano le ballerine della prima compagnia di rivista di Totò.

Ma non è solo balneare l’interesse alla Versilia. Non a caso i premiati dello scorso anno segnalarono coi loro lavori alcuni interventi notevoli vedi la rigenerazione dell’ex area Salov (studio di Elisa Cortopassi e Giulia Franceschi), o la riqualificazione della villa Puccini dove venne creata la “Turandot” (idea di Marco Mei).

I lavori premiati quest’anno riguardano interventi da effettuarsi a Firenze, Pistoia, Siena, Massa e Pisa. Vi è del talento e tanta passione nei progetti presentati. Si spera, e tutti se lo augurano, che nasca un forte impegno da parte delle autorità e dei cittadini perché i siti segnalati tornino agli antichi splendori.

E però sotto gli occhi di tutti: non vi è edificio da rammentare sorto dagli anni ‘50 ad oggi. pubblici e privati, scusandosi per carenze di fondi, si sono abbandonati ad un’architettura banale, semplice, neanche funzionale. Si è perduto in grazia ed armonia. Per l’intera Versilia ciò che ancora i turisti fotografano sono facciate ed interni degli anni Venti del secolo scorso. Dopo vi è non soltanto il nulla ma anche il peggio: vedi i casermoni della viareggina Città giardino, vedi le periferie di Pietrasanta, vedi lo stato delle colline sopra Massarosa divenute un suburbio povero di servizi ed attrezzature, vedi il lago di Massaciuccoli dove tanto si attende, sulle sponde, una magnificata rinascita paesaggistica ed ambientale.

Il professor Luigi Dei che terrà al Principe di Piemonte la lectio magistralis è un magnifico rettore a Firenze. Già figlio di un violinista dell’orchestra del Maggio Fiorentino, ebbe già nel 1981 l’abilitazione alla professione di chimico. Dal 1994 ad oggi svolse attività didattica in corsi di insegnamento delle ex Facoltà di Architettura in Firenze. E’ presidente dell’Open Lab dal 2012 ad oggi, e vice presidente della classe di discipline umanistiche e scienze dell’Accademia delle arti del disegno in Firenze. Scienziato di fama internazionale, ha raccolto scritti di Primo Levi, realizzato un Dramma teatrale intitolato “Molecole d’autore in cerca di memoria” ed un altro “Musica scienziato!” quale trilogia di monologhi scientifantastici. Insomma una personalità assai variegata in interessi e qualificatissima a parlare in quest’edizione del Premio Carlo Pucci.



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