Sicurezza
Aziende fallite, quattro imputati
Imprenditori rischiano il processo per un buco da oltre 25 milioni: un quinto ha patteggiato la pena
LUCCA. Un procedimento penale complesso con capi d’imputazione che riguardano il reato di bancarotta per distrazione e documentale e coinvolgono imprenditori del settore edile e immobiliare. Stando all’accusa il crac complessivo supera i 25 milioni di euro con ipotesi pre fallimentari e post fallimentari. Di fronte al giudice dell’udienza preliminare Riccardo Nerucci sono comparse cinque persone: Brunello e Alessandro Pardini, rispettivamente padre e figlio di 71 e 43 anni, entrambi residenti a Massarosa, il toscano Roberto Pardini, l’aretino Marco Torsoli e il calabrese Domenico Fedele. Al momento una sola posizione è stata definita con un patteggiamento a un anno e dieci mesi di reclusione. Si tratta della bancarotta contestata a Roberto Pardini in relazione al fallimento della «Versilia Edile srl» avvenuto nel 2015 che presentava un passivo di poco più di due milioni e nei cui confronti si era costituita parte civile la curatela fallimentare. Per quanto riguarda gli altri 4 indagati il giudice ha rinviato ogni decisione al 26 ottobre prossimo. Di particolare rilevanza sarà il provvedimento legato alla proposta presentata dagli avvocati di Brunello e Alessandro Pardini. Un risarcimento di un milione alla parte civile (i tre curatori fallimentari) contestuale ad un patteggiamento che possa portare ad una diminuzione della pena.
I FATTI
Il fascicolo del pubblico ministero Aldo Ingangi - il magistrato che indagò sulla vicenda - si compone di tre capi d’imputazione. Il più corposo riguarda la bancarotta della «Quadrifoglio Scavi srl» di Massarosa società del settore edile dichiarata fallita nel 2014 con un passivo accertato di 23 milioni. Con due ipotesi distrattive. Una ante fallimento con presunta sottrazione di beni strumentali (una costosa macchina operatrice in leasing, rimanenze di cantiere, attrezzature e mezzi per oltre 2,4 milioni), cespiti di partecipazioni di società pro quota in altre società (Palladio srl, Sviluppo Viareggio srl, Sviluppo Bocchette srl), alcuni fabbricati e un ramo d’azienda della Project Pontile Lido. E una post fallimento legata alla mancanza di fondo cassa e all’assenza di parte della documentazione contabile. Per queste ipotesi distrattive sono indagati Brunello e Alessandro Pardini e Marco Torsoli, amministratore della Quadrifoglio Scavi nell’ultima parte di vita della società sino al fallimento e Domenico Fedele che per gli inquirenti era l’amministratore occulto . Gli altri due capi d’imputazione riguardano il crac della «Colsereno srl» acquisto vendita di beni immobili con sede ad Avezzano (L’Aquila) fallita nel 2016 con un passivo accertato non inferiore ai 3 milioni di euro e il crac della «La Rosa dei venti srl» con sede a Pietrasanta fallita nel 2015 con un passivo di 6 milioni e 619mila euro. Per l’accusa sarebbero stati distratti dalle vendite immobiliari 6-700mila euro di acconti per acquisizioni di case e appartamenti e sarebbe stata ceduta la partecipazione del 5% della collegata «Colsereno srl» oltre alla sottrazione di somme giacenti superiori ai 200mila euro e l’omessa consegna di parte dei libri contabili. Anche in questo caso nei guai sono finiti gli amministratori-soci Brunello e Alessandro Pardini
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