Italia
Acqua non potabile a Strettoia in un centinaio di abitazioni
Scatta l’emergenza per la presenza di colibatteri fecali rilevata dall’Asl nella rete idrica L’ordinanza di divieto riguarda la zona di via Casone, via Borgo Strettoia, via Riccio e piazza Perich
PIETRASANTA. Una carica batterica oltre la soglia fa scattare un’ordinanza di non potabilità delle acque erogate dall’acquedotto a Strettoia. Ordinanza comunale, firmata nel primo pomeriggio di ieri, che in realtà riguarda non tutta la frazione, ma una parte del suo abitato: almeno 250 persone, ovvero più di un centinaio di famiglie. Il campanello d’allarme, a prescindere dall’estensione del divieto, è però innegabile e ancora una volta a fare le spese delle tante problematiche in scia all’erogazione della fornitura idrica a Pietrasanta sono i cittadini.
In questo caso, come detto, non è il tallio ad innescare timori e disagi, ma una contaminazione microbiologica – escherichia coli, ovvero coliformi fecali – che l’azienda sanitaria segnala «nelle acque ad uso idro-potabile nel punto di prelievo in località Borgo Strettoia. Preso atto che nella stessa nota l’azienda Asl comunica che l’acqua erogata – si legge in un comunicato diffuso nel primo pomeriggio di ieri dal palazzo municipale – è da ritenersi non conforme e non potabile, la sub-commissaria Grazia La Fauci ha immediatamente firmato un’ordinanza di non utilizzo fino a nuove disposizione, dell’acqua della rete acquedottistica per uso umano nella zona di Strettoia per gli utenti allacciati agli impianti posti all’interno dell’area individuata dal gestore Gaia: via Casone nel tratto tra la riduzione di carreggiata (causata dallo smottamento a monte della strada) e la piazza Oscar Perich; via Riccio; via Borgo Strettoia; piazza Oscar Perich».
E proprio nella piazza di Strettoia verrà posizionata una cisterna per la fornitura di acqua potabile. «L’ordinanza - prosegue la comunicazione dettata dal Comune - riguarda tutte le utenze allacciate ricadenti nelle aree in questione. L’acqua potrà essere utilizzata a scopo potabile solamente previa bollitura prolungata (almeno un minuto). Il gestore Gaia si è già attivato, ma occorre aspettare le contro-analisi dell’azienda sanitaria locale per la revoca dell’ordinanza ed il via libera all’uso dell’acqua erogata dall’acquedotto».
Revoca che non dovrebbe però arrivare, con l’auspicato rientro dei parametri sotto la soglia, prima di lunedì prossimo anche se da Gaia evidenziano che il campionamento successivo a quello “incriminato” aveva comunque certificato valori di nuovo rassicuranti. Campionamento, ad ogni modo, non esaustivo: per tornare infatti a bere l’acqua nelle abitazioni dove oggi è vietata, è doveroso attendere il via libera dell’azienda sanitaria. Che, nel frattempo, sarà chiamata insieme a Gaia a motivare le cause dell’ennesima problematica.
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