Sicurezza
Bocciato per la quarta volta, dovrà abbandonare la scuola
L’alunno ha superato il limite prescritto dalla legge per stare a casa. Il preside: «Ci dispiace ma non c’era niente che potessimo fare per promuoverlo»
VERSILIA. Bocciato per la quarta volta, la terza di seguito in terza media, e deve lasciare la scuola. Dopo la quarta bocciatura infatti la legge impone che il ragazzo lasci la scuola pubblica (ma potrà iscriversi ad una privata). È successo in un istituto della Versilia. La madre indignata si è sfogata, preoccupata delle ricadute psicologiche che questa brutta notizia avrà sul figlio. A intervenire è anche il preside del plesso il quale ammette che non c’era nulla da fare per salvare la carriera scolastica del ragazzo. «Sono estremamente dispiaciuto per quello che è toccato al ragazzo perché è brillante e ha ottime capacità artistiche - ammette il preside del plesso in cui andava a scuola il giovane studente - ma esiste un numero legale di ore di lezione, imposto da Roma, a cui ogni studente deve presenziare per validare l’anno. Il registro di queste ore viene tenuto digitalmente».
Su un totale di ore di lezione per anno scolastico, circa 1.120 da settembre a giugno, il minimo necessario di presenza perché l’anno scolastico dello studente sia valido è dei tre quarti. Si tratta quindi di un limite di 256 ore di assenza totale per l’interno anno scolastico. «Lo studente in questione è stato assente un totale di 329 giorni - spiega il dirigente scolastico - ben oltre la soglia stabilita. Non era neanche possibile pensare di chiudere un occhio. Purtroppo io devo garantire la legalità di questi procedimenti».
Praticamente sono cinquantacinque giorni di assenza, considerato che la settimana scolastica è di cinque giorni per sei ore, si parla quindi di due mesi.
La questione è che la madre del ragazzo, secondo quanto riporta la scuola, avrebbe considerato soltanto i giorni effettivi di assenza e non anche le ore di assenza: «È capitato infatti - continua il dirigente scolastico - che il ragazzo venisse a scuola, rimanesse una o due ore, e poi tornasse a casa dalla famiglia. Purtroppo questo rientra nel computo delle ore di assenza».
Per quanto riguarda le altre bocciature, il preside ammette che in passato il ragazzo avesse accumulato un numero molto alto di insufficienze tale da non poter considerare la promozione e, quindi, il passaggio all’esame finale delle medie. «È un bravo ragazzo e, se non ci fosse stato questo impedimento delle ore di assenza, avremmo trovato il modo di passarlo - conclude il dirigente - nella valutazione infatti non è compresa solamente la media ma anche il percorso formativo e l’impegno dello studente nel corso degli anni».
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