Il Tirreno

Versilia

Case dentro l’hotel di lusso al posto del Franceschi

Case dentro l’hotel di lusso al posto del Franceschi

Un gruppo di imprenditori è interessato ad acquistare l’albergo abbandonato il progetto è quello di realizzarci condhotel, ossia albergo più mini appartamenti

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FORTE DEI MARMI. Di progetti, negli anni, ne sono stati presentati a valanghe. E nessuno di questi, ad oggi, è stato realizzato. Ma nessuno, finora, aveva mai pensato di trasformarlo in un condhotel, ossia una struttura un po’ albergo e un po’ mini appartamenti. Potrebbe essere questa la formula vincente per l’hotel Franceschi, storica villa alle porte di Roma Imperiale, ormai da anni in completo degrado. Un gruppo di imprenditori italiani (l’ennesimo gruppo di imprenditori italiani) si sarebbe fatto avanti per acquistarlo e trasformarlo. Costo dell’operazione di circa quindici/venti milioni di euro, tra acquisto e ristrutturazione.

Ma cosa sono i condhotel? All’estero esistono da tempo. In Italia da meno, ma – almeno in Toscana – stanno spingendo il settore turistico. In sostanza sono strutture turistiche che abbinano le camere d’albergo a più ampi appartamenti che si possono acquistare come case vacanza. I proprietari degli alberghi possono decidere di riservare alcune delle stanze più grandi a privati che possono comprarle per trascorrere al Forte le vacanze o per poi affittare ad altri clienti tramite l’hotel dividendo con la struttura l’incasso. Così ci guadagna il proprietario della casa e quello dell’hotel, che in questo modo rientrebbe con le spese della ristrutturazione.

Sarebbe quindi un’occasione d’oro per il recupero di uno degli hotel gioiello di Forte dei Marmi. Per la sua storia, anzitutto. Che risale ai primi anni del Novecento, quando Achille Franceschi, fondatore della Capannina, aprì l’albergo con 35 camere in via XX Settembre. Lo stesso Franceschi che aprì anche il Grand Hotel in cui dormiva Thomas Mann. Villa Franceschi non era a cinque stelle, ma era comunque un punto di riferimento della borghesia italiana. A gestirlo, era la moglie, Nella, tanto che al Forte tutti lo chiamavano, l’albergo, “Villa Nella” . Nei primi anni Sessanta venne riqualificata anche la dependance situata dietro l’hotel, all’incrocio fra via Galilei e via Mascagni, con tanto di tunnel sotterraneo che collegava le due strutture. Fino a una ventina di anni fa, quando il primogenito chiuse e iniziò il suo declino, mentre l’altro andava avanti come albergo a tre stelle. L’hotel poi è passato di mano in mano, fino ad arrivare ad oggi, che sembra in mano di nessuno.

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