Mazzoni lancia il contratto in salsa pietrasantina
Proposto un patto sul programma di governo: «Chi ci sta ha il nostro appoggio» Giovannetti dice no, mentre Neri è disponibile: «Parla di temi che ci convincono»
PIETRASANTA. Un contratto di governo, che sembra andare di gran moda in questo momento, e tre rappresentanti di lista nel consiglio comunale. Prendere o lasciare. Daniele Mazzoni, candidato con la lista civica Siamo Pietrasanta, esce dall’angolo e lancia la sua proposta ai due candidati sindaci Alberto Giovannetti – centrodestra – e Ettore Neri – centrosinistra – in vista del ballottaggio 24 giugno. Volete i nostri 1.901 voti? Bene, però niente accordicchi, niente intese sottotraccia come si vocifera falsamente da più parti, ma appunto la firma su un contratto di governo con alcuni punti irrinunciabili è la sintesi del pensiero di Mazzoni. Che sceglie, dunque, la via dell’apparentamento formale.
«Sono il garante di un progetto amministrativo in cui sono confluite sensibilità diverse, di centro, destra e sinistra - afferma Mazzoni - se mi schierassi per una parte o per l’altra sulla base della mia inclinazione politica tradirei il mandato che ho ricevuto, gli amici e chi ha creduto in Siamo Pietrasanta. I voti non sono miei, ma dei cittadini che hanno dato fiducia al sottoscritto, al programma e a quanti ci hanno messo la faccia. In questi giorni in molti mi hanno chiesto di allinearmi a destra o a sinistra, ma la stragrande maggioranza delle persone mi ha chiesto di non disperdere il suo voto e farmi garante dell’attuazione del programma amministrativo. Gli stessi candidati al consiglio hanno le loro inclinazioni politiche, per cui dare una linea a prescindere dal programma sarebbe mettere in discussione l’intero progetto. Per questo – spiega Mazzoni – siamo aperti al dialogo con tutti solo se può concretizzarsi in un apparentamento formale, che porterebbe in consiglio comunale tre dei nostri candidati (lo stesso Mazzoni e, stando alle risultanze delle urne, Daniele Taccola e Lora Santini, ndr). È troppo comodo chiedere i voti al nostro elettorato senza dargli voce. Non barattiamo 1.901 voti con incarichi esterni all’assise. Se avessi voluto un assessorato lo avrei accettato quando mi hanno chiesto di ritirare la candidatura. Un assessorato si ottiene su nomina, con tre consiglieri comunali invece saremmo sicuri di attuare il nostro programma. Se si chiede ai cittadini di esprimersi al ballottaggio, è giusto che siano rappresentati adeguatamente. Altrimenti, se devono contare sulla mia unica voce in consiglio, possono farlo già ora, non hanno bisogno di tornare alle urne», precisa Mazzoni. Che entra, poi, nel merito dei punti programmatici del contratto.
«Le nostre priorità sono il taglio dei costi della politica, la difesa dell’ambiente con la chiusura di Cava Fornace, investimenti sulla sicurezza e l’attuazione dei nostri progetti sulla scuola. Qualunque intesa è condizionata all’impegno su questi punti. Puntiamo a un accordo di mandato sui temi concreti, nell’unico interesse di Pietrasanta».
Proposta, quella di Mazzoni, rispedita però subito al mittente da Giovannetti. «Le priorità di programma enunciate da Siamo Pietrasanta sono le nostre, come del resto buona parte del loro programma coincide con quello del centrodestra, anche quando si parla del no ai migranti. Quindi, su questo, massima condivisione con Mazzoni. Ma, dico no, sia chiaro, ad ogni ipotesi di apparentamento: ho preso un impegno con gli elettori del centrodestra e con le forze politiche che ci sostengono e il sottoscritto gli impegni li rispetta». Posizione più possibilista, invece, di Neri che si dichiara pronto, quantomeno, «ad aprire ad un dialogo. I temi del contratto ci convincono così come apprezziamo la presa di posizione di Mazzoni e di Siamo Pietrasanta. Incontriamoci e parliamone».
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