Sicurezza
Festa alcolica, il Comune: «Provvedimenti in arrivo»
La polizia municipale è intervenuta in borghese e sta valutando i rilievi effettuati I genitori: «Ci era stata assicurato che c’erano solo bevande analcoliche»
VIAREGGIO. «Tollerare non si può tollerare. Sicuramente prenderemo provvedimenti»: è la posizione dell’amministrazione comunale, all’indomani della festa di fine a scuola in Cittadella dove tra i giovanissimi è passato molto alcol, anche arrivato da fuori circuito dell’evento, ma non solo. «Avevamo un servizio della polizia municipale in borghese ed il personale ha visto quello che doveva vedere», continua l’assessore Maurizio Manzo. Il quale aggiunge: «La polizia municipale sta facendo tutti gli accertamenti del caso. Perché qualcosa c’è stato sicuramente».
Il racconto dei genitori dei tanti giovanissimi che hanno partecipato alla festa “Color Casual Party”, organizzata dalla società “Ln&chriss eventi”, si sussegue sia attraverso Facebook che con le telefonate alla redazione del “Tirreno”. «Ho telefonato all’organizzazione ed ho parlato con Battista Ceragioli - è la testimonianza del padre di un preadolescente di 12 anni -: ho chiesto particolari sulla festa e mi è stato assicurato che non vi sarebbe stato alcol. Mi hanno risposto: “Vada tranquilli, ma scherza...”. Invece, quando sono andato alle 22, orario che avevo fissato per l’uscita, «mi sono sentito dire “papà, lì dentro sta degenerando”».
Ceragioli, interpellato dal “Tirreno”, torna a far sentire la voce dell’organizzazione della festa: «Infatti, non c’era alcol. Solo birra». Ma la legge quadro (numero 125/2001) stabilisce che si può definire bevanda alcolica ogni prodotto che contiene alcol con gradazione superiore a 1,2 gradi. E, dunque, la birra è alcol.
«C’era anche la birra analcolica», continua Ceragioli, «ed all’interno della Cittadella non vedevano i cosiddetti “shottini”». Il problema è - sono ancora le parole dell’organizzatore - «che i ragazzi bevevano fuori dove c’erano venditori ambulanti abusivi».
La domanda, inevitabile, è se la polizia municipale sia o meno intervenuta anche su questi commercianti. E sarebbe necessaria la massima chiarezza su eventuali provvedimenti presi o non presi a loro carico.
«A quella festa - è ancora la voce di un padre - avrebbero dovuto tutelare i bambini che erano piccoli, dalle elementari alle medie, almeno nel pomeriggio. Quando l’inizio è stato posticipato dalle 18 alle 19 e la musica non è iniziata fino alle 19,30. La macchina della polizia municipale c’era: sarebbe bastato un semplice controllo. Gli organizzatori non possono nascondersi dietro al fatto che siano venute persone estranee alla festa a vendere alcol». E che c’erano tanti ragazzini e ragazzine piccoli lo testimoniano i più grandi: «Mia figlia diciassettenne - è un altro genitore a parlare - ha provato ad andare ma quando ha visto che la festa era piena di bimbetti delle medie è andata via». Insomma, è la considerazione di una madre, «avete servito in un piatto d argento fiumi di alcool a minorenni». Senza contare, così la testimonianza raccolta da altri genitori, «che all’interno della Cittadella girava davvero tanto fumo».
A settembre - è la considerazione di un altro genitore - «andranno in classe e gli spiegheranno gli effetti dell’alcol e risponderanno “ma io in Cittadella ho bevuto la birra ...” Comune e Fondazione dovrebbero vietare certe situazioni o addirittura di non crearle».
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