Il Tirreno

Versilia

Esiste un piano B per salvarci dai divieti di balneazione

di Cesare Bonifazi
Esiste un piano B per salvarci dai divieti di balneazione

Dopo ionizzazione e peracetico allo studio la regolazionedei flussi d’acqua dentro ai torrenti della Versilia

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VIAREGGIO. Archiviata da tempo la ionizzazione e messa da parte la sperimentazione del peracetico, la domanda è “e adesso che si fa?”. Soprattutto balneari e albergatori si ritrovano a pensare che la soluzione sia attendere la clemenza degli dei del cielo. Esiste però un piano B, un’idea finora messa in campo solo in via collaterale, che potrà essere un’ulteriore misura tampone per evitare i divieti di balneazione sulla nostra costa.

Si tratta di sperimentare il controllo effettivo sulle acque che arrivano nei corsi d’acqua della Fossa dell’Abate, del Motrone e del Fiumetto, i tre fiumi responsabili dei divieti. Ma per fare questo lo sforzo non sarà da poco: serviranno infatti i tecnici e il personale in forza alle singole amministrazioni che, insieme al Consorzio di Bonifica, si dovranno occupare di verificare quanta acqua effettivamente viene riversata nei canali.

Se questo tipo di soluzione era già applicata in parte in passato sulla Fossa dell’Abate, uno sforzo ulteriore verrà richiesto per gli altri due sorvegliati speciali. La differenza infatti tra il primo corso d’acqua e gli altri due è che la Fossa è un torrente, soggetta quindi a cambiamenti nella portata durante l’anno, Fiumetto e Motrone sono dei veri e propri fiumi che invece mantengono pressoché costante la loro portata grazie ai propri affluenti e all’immissione dell’acqua da parte degli impianti del Consorzio.

In questo nuovo passaggio, che andrà a tamponare la soluzione tampone del peracetico momentaneamente messa nel cassetto, sarà decisiva il vertice in programma tra gli enti coinvolti nel progetto sulla balneazione in programma il 20 giugno al palazzo delle Muse a Viareggio.

All’ordine del giorno ci sono più punti: la modifica dell’accordo di programma, con lo slittamento a fine 2020 del termine ultimo, la manutenzione e la realizzazione di nuovi spandenti a mare e, appunto, questo metodo di regolazione dei flussi d’acqua.

Sarà dunque il Consorzio di Bonifica a dover dare indicazioni sul se e sul come questa soluzione possa essere applicata. Attraverso i dati in mano all’ente si dovrebbe cercare di capire se questa è veramente una strada praticabile oppure no.

L’idea definitiva, e ancora teorica, è di regolare l’afflusso dell’acqua nei fiumi in modo che i fattori d’inquinamento (l’escherichia coli) arrivino in maniera graduale e, nel caso, diluita fino al mare. Non esiste al momento altra possibilità pratica da poter mettere in campo dopo che l’Istituto Superiore della Sanità aveva, lo scorso 20 aprile, inviato un parere nel quale «ha sconsigliato la disinfezione dei corsi d’acqua con il peracetico».

Secondo il sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto, capofila per la Regione del progetto sperimentale, quella del peracetico è soltanto una sospensione: «Nella riunione della prossima settimana - afferma il primo cittadino di Camaiore - sarà necessario fare in modo che l’Istituto di Sanità sieda al tavolo della balneazione. Non arà una cosa che possiamo fare in tempi strettissimi, è evidente: il cambio di guardia ai ministeri comporta un periodo di assestamento. Ma l’obiettivo di fare in modo che si riparta al più presto con la sperimentazione e che sia proprio l’ente romano a monitorare sull’operato. Dovremo sollecitare un loto intervento».

L’acido, fino a qualche mese fa, era stato usato sugli impianti idrovori e non nel cuore dei corsi d’acqua, ma lo sarebbe stato a breve: era previsto per qualche settimana fa l’immissione nell’alvero del Fiumetto. Inoltre sono stati stanziati quasi 2 milioni di euro per questo progetto, di cui un milione è già stato speso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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