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Versilia

In centro c’è chi pensa di mollare

In centro c’è chi pensa di mollare

Il titolare dell’Irish pub: «Vigili alle 23,30 ed erano solo strumenti a corda»

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VIAREGGIO. Anche il centro città si è attrezzato con proposte di aperitivi, musica, locali dove trascorre una serata estiva che sia leggera. Ci sono i bar, ed i locali che propongono rock come “L’Orsa di Gigi” o la musica dei gruppi dal vivo tutti da ascoltare al Quattro venti Electricafè”, o le sonorità irlandesi del “Drunken Sailor Irish Pub”, sulla via Fratti pedonale. Qui venerdì sera, alle 23, 20, si sono presentati gli agenti della polizia annonaria (Municipale), chiamati da alcuni residenti della zona. «Niente di amplificato», racconta amareggiato il titolare, Matteo Bertolozzi, 33 anni: «Solo qualche amico con strumenti a corda ed improvvisazione libera, per passare la serata». Capita al pub punto di riferimento del mondo del rugby in città, dove si festeggia San Patrizio e dove a volte ci sono serate con musica irlandese ed altre spunta un mandolino e si pizzica a caso.

«Posso fare musica fino alle 24 ma non oltre i 40 decibel», è lo sfogo di Bertolozzi che è quello di tutti i locali che l’estate, a Viareggio, si ritrovano alle prese con la guerra della musica: «Se uno mi starnutisce i 40 decibel sono belli che superati». La domanda si ripete di locali in loca, soprattutto tra i più giovani che vedono nell’apertura di un’attività un passo verso il futuro proprio e delle famiglie che si vogliono costruire: «Pago mille euro l’anno di suolo pubblico e devo smontare e montare ogni giovedì della settimana perché c’è il mercato ambulante, E quasi 2.000 euro di spazzatura. Ma dove i trovo i soldi che il Comune chiede se non lavoro? A Viareggio si dà la possibilità di dormire ma non di lavorare. Questa è la realtà».

La realtà di chi annuncia: «L’anno prossimo vendo ad un kebabbaro e me ne vado, dopo quattro anni di lavoro, 12 ore al giorno, perché io sono l’ultimo a chiudere a Viareggio e la mia presenza è un presidio, un deterrente per chi ha cattive intenzioni». Rabbia e amarezza si mescolano nelle parole di Bertolozzi: «Sono schifato e distrutto dalla città in cui vivo. Città che punta tutto sull’unica manifestazione che non la fa lavorare: il Carnevale. Quando a Lucca si tiene “Lucca Comics” ho il locale pieno. Per Carnevale, non ci fosse il rugby, potrei stare chiuso un mese».

Oltre allo sfogo ci sono - nelle parole del giovane gestore del pub irlandese - molti spunti di riflessione sulla vocazione della città, sul tipo di turismo che vogliamo: «Qui gli stranieri soprattutto dormono e basta. Vengono a Viareggio perché è comoda per raggiungere Cinque Terre, Pisa, Lucca, Firenze».

Oggi che la Regione Toscana punta sui distretti turistici, quello della Versilia compreso, l’ascolto dell’esperienza dei più giovani tra gli imprenditori del settore si impone. A Viareggio soprattutto. (d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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