Gioco
Arsenico trenta volte oltre la soglia nel pozzo di una casa
Dopo le analisi fatte fare da un’abitante del Pollino scatta l’ordinanza comunale di divieto di utilizzare l’acqua
PIETRASANTA. Tracce di arsenico 30 volte oltre la soglia di legge rilevate nel pozzo di un’abitazione in zona Pollino e scatta immediata l’ordinanza comunale di divieto ad uso irriguo e ovviamente potabile dell’acqua. Parliamo, in attesa che «l’Asl, già al lavoro, esegua tutti gli accertamenti, di un’ordinanza cautelativa e limitata al pozzo in questione» fanno sapere dal palazzo, ma certo la segnalazione, certificata, arrivata in municipio nei giorni scorsi e ancora agli altri organi di controllo è di quelle da tenere nella dovuta considerazione. Perché i precedenti, in materia, non sono dei più rassicuranti. A denunciare il tutto Daniela Bertolucci, referente dell’Associazione per la tutela ambientale della Versilia, ma in questo particolare caso proprietaria dell’abitazione dove si trova il pozzo incriminato. «Il limite di legge è 10 microgrammi per litro, mentre dai risultati delle analisi effettuate il 31 maggio scorso e rese note nei giorni successivi dal Dipartimento Scienze della terra dell’Università di Pisa, risulta essere di 312 ug/l. Com’è possibile? Da cosa è causato questo valore anomalo? La sottoscritta, con l’acqua del pozzo – prosegue Bertolucci – irriga da sempre il proprio orto di casa e quindi non posso non essere preoccupata. Per questo motivo ho informato chi di dovere. C’è in vigore un’ordinanza sindacale dove si “attenzionava” alla necessità di indagine anche sui pozzi: ordinanza alla quale siamo arrivati grazie alle insistenti richieste che la nostra Associazione e il Comitato Tallio Valdicastello hanno effettuato ai tavoli tecnici, soprattutto sulla base degli studi preoccupanti eseguiti dall’Università di Bologna e dall’Università di Pisa. Peccato che poi in quella stessa ordinanza – continua Bertolucci – si escludeva dal monitoraggio una larga parte di territorio del conoide del Baccatoio invitando i cittadini, residenti nell’area invece sotto ordinanza, a contattare gli organi preposti al controllo. Quanto emerge dalle analisi del mio pozzo dovrebbe quindi fare riflettere. Ci sono stati precedenti campanelli d’allarme segnalati fin dal 2009, ai fini dell’applicazione del principio di precauzione: metalli pesanti rilevati nei fossi Baccatoio e Carraietta, tallio ritrovato nell’acqua potabile fuori della zona rossa (via Osterietta, scuola Quadrellara), non ultimo il caso di via del Padule di un anno fa con metalli pesanti fuoriusciti da un rubinetto, senza parlare delle fontane pubbliche in continuo scarico».
Saranno gli accertamenti di Asl, a questo punto, a fare, chiarezza e a definire, nel caso, i contorni della problematica.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
