Il Tirreno

Versilia

Morto lo storico pasticcere di Fappani

Claudio Vecoli
Morto lo storico pasticcere di Fappani

Se ne è andato Rolando Paladini: confezionò il dolce di nozze anche a Peppino Di Capri

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VIAREGGIO. Ha lavorato per oltre trent’anni da Fappani in piazza Mazzini, iniziando la sua carriera alla fine della Seconda guerra mondiale come ragazzo di bottega nel reparto pasticceria e chiudendola negli anni Settanta come capo pasticcere. E con le sue mani – come amava ricordare con un pizzico di giustificato orgoglio - ha preparato, fra le tante, le torte nuziali di Peppino di Capri, di Wilma Goich, di Corrado. A pochi giorni dal suo ottantaseiesimo compleanno, ieri mattina Rolando Paladini se ne è andato. Colpa di una brutta caduta nella sua casa di via Leopardi capitatagli poco più di un mese fa, quando era ancora nel pieno delle forze e continuava (sia pure per diletto) a sfornare dolci per amici e parenti, che lo ha costretto ad una lunga agonia fra l’ospedale di Livorno e il Versilia.

Nato il 18 giugno 1932, Rolando Paladini aveva scoperto quasi per caso, da ragazzino, la sua grande passione per dolci e pasticcini. E per questo, nel 1945, alla fine della Seconda guerra mondiale, ad appena tredici anni, entra al lavoro da Fappani, già all’epoca uno dei locali di punta della Versilia. Il talento non gli manca. Né la voglia di apprendere. E così, passo dopo passo, diventa capo pasticcere, contribuendo a consolidare la fama di Fappani.

Dopo tanti anni di lavoro, però, a causa di alcuni problemi di salute che gli impedivano di stare troppe ore in piedi, suo malgrado Paladini è costretto a lasciare Fappani. E, per poter arrivare fino all’età della pensione, cambia datore di lavoro (viene assunto in Comune), ma non lascia la cucina, diventando capo cuoco delle scuole elementari Lambruschini. Ma anche quando, dopo una quindicina di anni, per lui arriva il momento di riposarsi, continua a dedicarsi a dolci e pasticcini, allietando le feste di amici e parenti.

Con le mani, però, Paladini non sapeva soltanto cucinare. Una delle sue grandi passioni era infatti quella di realizzare modellini di barche e yacht che ammirava con i suoi occhi in Darsena e riproduceva poi con il suo traforo.

Rolando Paladini lascia la moglie Maria Cola, i figli Cristina e Franco (quest’ultimo infermiere nel reparto di cardiologia del Versilia dove il padre si è spento) e gli adorati nipoti Jessica, Giorgia, Tommaso e Sebastiano (e a quest’ultimo, che lavora da Rossano, a tramandato l’arte della pasticceria).


 

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