Il dolore
Sondaggi telefonici scattano le denunce
PIETRASANTA. A cinque giorni dal voto tensioni e sospetti si fanno prepotentemente largo fra i candidati. Ancora una volta, a fare discutere, sono i sondaggi telefonici sulle intenzioni di voto: nei...
PIETRASANTA. A cinque giorni dal voto tensioni e sospetti si fanno prepotentemente largo fra i candidati. Ancora una volta, a fare discutere, sono i sondaggi telefonici sulle intenzioni di voto: nei giorni scorsi avevamo dato notizia della diffusione, via sms e whatsapp, di due falsi sondaggi con le società chiamate in causa, Ipsos e Swg, che avevano appunto smentito ogni coinvolgimento nell’indagine demoscopica fra gli elettori Pietrasanta. Questa volta il sondaggio risponde al vero, ma lascia comunque in scia veleni e segnalazioni.
«A nostro parere - scrive nella denuncia formalizzata nella giornata di ieri alla Digos Daniele Mazzoni candidato sindaco di Siamo Pietrasanta - nelle domande poste ce ne sono alcune tese a indirizzare il voto». Con riferimenti espliciti a “pagelle” da assegnare ai singoli candidati e a potenziali assessori e ancora a scenari di un eventuale ballottaggio. «Chiediamo un rapido intervento della Digos per accertare i fatti e per fermare queste iniziative a nostro parere di disturbo della libera iniziativa al voto» aggiunge Mazzoni che sollecita un intervento anche da parte del Garante della Privacy e dell'Agcom.
Si muove anche Ettore Neri, candidato sindaco del centrosinistra. «Lasciando perdere i toni propagandistici che questo ipotetico sondaggio sembra avere siamo di fronte ad un'operazione scorretta - scrive Neri - per questo abbiamo deciso di avvisare le autorità competenti affinché possano eseguire gli accertamenti del caso».
Come noto per legge, nelle due settimane precedenti le elezioni è possibile eseguire sondaggi, ma è vietato pubblicare e divulgare le intenzioni di voto. (l.b.)
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