Sicurezza
Schiacciato da un blocco di marmo
Incidente alla cava Trambiserra. L’operaio di 36 anni trasportato con l’elicottero a Cisanello
SERAVEZZA. Sarebbe bastato qualche metro in più: se quei grossi massi di marmo non si fossero fermati prima, quell’incidente nella cava Trambiserra avrebbe avuto un altro epilogo. Sicuramente avrebbe coinvolto anche un altro cavatore, oltre a Simone Battistini, escavatorista di 36 anni originario di La Spezia, rimasto sotto un blocco di marmo. Estratto e poi portato in codice rosso all’ospedale Cisanello ha riportato una grossa frattura alla gamba e adesso è ricoverato in neurochirurgia. La prognosi è riservata. L’incidente è avvenuto ieri mattina, verso le 8.30, a Seravezza nei pressi di Malbacco, nella cava della ditta Sermattei srl. A picco sopra la cascata della Desiata e di faccia alla Pieve San Martino, la cava è fra le più improntati di Seravezza: fu aperta da Michelangelo Buonarroti nel 1518. Da quei giacimenti di marmo furono realizzate le colonne per la Basilica di San Lorenzo a Firenze, mai arrivate a destinazione. Ma come ogni cantiere di cava il pericolo è sempre dietro l’angolo. I cavatori della ditta Sermattei srl, ieri, avevano appena iniziato a lavorare, quando una porzione di roccia già tagliata dal monte è di colpo crollata sul piazzale di cava. Gli operai che si trovavano sotto hanno fatto in tempo a scappare. Solo Simone è rimasto coinvolto. Subito si è temuto il peggio. Sul posto sono intervenuti i ragazzi della Pubblica assistenza di Pontestazzemese, gli unici in zona muniti di ambulanza 4x4. Il medico e l’infermiere sono arrivati sul posto calandosi dall’elisoccorso del Pegaso, che però non è atterrato sul sito per non provocare ulteriori vibrazioni delle rocce. Fondamentale per salvare il cavatore incastrato con la gamba sotto il masso è stato l’intervento dei vigili del fuoco. L’operazione si è conclusa verso le 10. 30 con il trasporto del ferito con l’ambulanza fino a Palazzo Mediceo, dove attendeva l’elicottero che si è poi diretto a Cisanello a Pisa. «In attesa di saperne di più, sia sulle dinamiche dell’accaduto sia sulle effettive condizioni del lavoratore, al quale faccio i miei più sinceri auguri di pronta guarigione, sottolineo – ha fatto sapere il primo cittadino di Seravezza Riccardo Tarabella – un concetto che da sempre mi sta a cuore e che è ben presente alla mia amministrazione: la sicurezza sui luoghi di lavoro si persegue attraverso un complesso di azioni che non trascuri, oltre a serrati controlli da parte delle autorità, aspetti quali la professionalità degli imprenditori, la formazione degli addetti e, non ultimo, il rispetto, da parte degli uni e degli altri, delle massime cautele». Sulla vicenda ha preso posizione anche la segretaria provinciale della Cgil Fillea, Alessia Gambassi. «Attendiamo che gli organi competenti facciano luce sulla dinamica e accertino eventuali responsabilità». Sul luogo è intervenuto anche il servizio prevenzione sicurezza sui luoghi di lavoro dell’Asl. «Per l’ennesima volta che per i troppi infortuni che avvengono è sbagliato parlare di fatalità e ribadire che le cave che non rispettano le condizioni di sicurezza vanno fermate».
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