Il Tirreno

Versilia

Le piscine naturali di Malbacco sfregiate dai rifiuti

Roy Lepore
Le piscine naturali di Malbacco sfregiate dai rifiuti

Lungo il fiume sono nate in pochi giorni discariche abusive. Un escursionista: hanno portato qui di tutto, anche amianto

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SERAVEZZA. Calcinacci, resti di persiane, amianto, tavolini arrugginiti, mezze poltrone ammuffite, sacchetti di plastica (chissà quanti sacchetti di plastica) stracolmi di rifiuti di ogni tipo. Eccolo il paradiso di Malbacco all’avvio della stagione estiva. Eccolo uno dei luoghi più suggestivi del territorio rovinato da chi non ha rispetto del suo mondo.

Stiamo parlando delle piscine del torrente Serra, corso d’acqua che scivola giù dai boschi delle Alpi Apuane. Gli argini del fiume sono stati utilizzati a mo’ di discarica e cumuli di rifiuti sono apparsi un po ’ovunque in questi giorni.

A segnalarlo è stato (con tanto di foto, due delle quali pubblicate qui a lato) un escursionista di Piano di Conca, Jonathan Bonuccelli, che in queste zone, come in altre dell’alta Versilia, è ormai di casa. Durante un’escursione a Malbacco, ieri, ha notato i rifiuti. Ha scattato foto e le ha inviate al Tirreno per lanciare un appello alle istituzioni, affinché facciano più controlli e sanzionino i trasgressori. «Gli autori di tutto questo hanno agito di recente – sostiene Jonathan –: la dimostrazione è che i rifiuti non sono in pessimo stato per essere stati alla pioggia, e pure i sacchi di plastica in cui sono stati messi sono in buono stato. Qua ci si arriva bene, sia con auto, che con furgoni, quindi è molto facile abbandonare questo tipo di rifiuti. Il problema è aumentato rispetto al passato: per prima volta c’è anche materiale molto inquinante e pericoloso– Ci sono infatti dei pezzi di amianto».

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La sensazione, dice lui, è che siano stati proprio versiliesi a farlo, i primi che dovrebbero avere cura del territorio. «Non è che ci si muova da lontano per venire fino qua. Non è poi la prima volta che lungo il fiume vengono abbandonati rifiuti». Anni fa erano state installate delle inferriate lungo il percorso, proprio per evitare questo: che qualcuno usasse il fiume come discarica «ma sono state abbattute – ricorda l’escursionista –, quindi la situazione è tornata come prima. Per evitare questi fenomeni, sono necessari dei controlli da parte delle autorità preposte con degli appostamenti: e una volta individuati i responsabili bisogna sanzionarli e punirli in modo severo per dare dei segnali ben precisi, perché non è possibile che ci siano delle persone che non amino la natura».

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