La manifestazione
Perde il lavoro per colpa dello stalker
Vittima una ragazza: da quasi due anni i suoi conoscenti ricevono lettere anonime che la diffamano
VIAREGGIO. L’incubo inizia ogni mattina dopo la sveglia. Apre gli occhi, fissa il soffitto senza vederlo, e pensa al postino che starà per imbucare in chissà quale cassetta l’ennesima lettera diffamatoria con chissà poi quale accusa, questa volta. Di essere una prostituta, come sempre? Una poco di buono, una pervertita, una donna da non avere intorno. O magari una ladra? O no: forse una psicopatica omicida, visto che la fantasia del male non ha limiti. Il déjà-vu va avanti da quasi due anni per una giovane vesiliese, vittima di lettere persecutorie e infamanti scritte da uno sconosciuto che le hanno causato anche un licenziamento in tronco.
Imbucate chissà dove e poi recapitate, di giorno in giorno, a casa di familiari, amici, colleghi, datori di lavoro, vicini di casa, conoscenti, proprietari di bar o ristoranti che frequenta o ha frequentato anche solo per un giorno. Lei va in un locale e qualche giorno dopo arriva puntuale la lettera: non fatela entrare, c’è scritto, è una poco di buono, una pervertita, una pazza, una prostituta, e giù di offese, di ricostruzioni folli di una persona che non esiste, di una vita che non esiste. Eppure per questo, lei, ha perso il lavoro.
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«Ero stato assunta con un contratto di collaborazione, quando hanno iniziato ad arrivare le lettere – racconta la giovane a Il Tirreno –. C’era scritto che ero una persona poco affidabile, che di notte mi prostituivo, che facevo film porno. Lavorando con i bambini, la cosa ha destabilizzato i miei datori di lavoro. All’inizio non hanno fatto nulla». Ma le lettere continuano. Le accuse accompagnano le minacce. «Scriveva che se non mi avessero cacciata avrebbe scritto ai genitori dei bambini e parlato male della struttura». Così dopo poco il contratto di lavoro viene interrotto. «Non ho fatto nemmeno causa, talmente ero sconvolta. Quello che mi interessava era che finisse la persecuzione».
E invece no, non finisce, non è mai finita. Le lettere continuano ad arrivare a tutte le persone che la giovane conosce e che incrocia per caso nella vita. Come se fosse la sua ombra a scriverle di nascosto.
«Ho un’idea di chi possa essere, ma non avendo ancora prove, per il momento, la tengo per me. Tutto verrà riportato nei dettagli alle forze dell’ordine». La giovane si è già appellata a un avvocato che sta preparando la denuncia da presentare in procura e alla polizia postale. Sarà contro ignoti, dal momento che mai una lettera è stata firmata o siglata. «Una volta questa persona si è finta il mio ufficio stampa siglando la lettera con un nome e un numero di telefono che non esistono – racconta ancora la ragazza –. In compenso aveva scritto che io mi prostituivo e che potevano contattarmi direttamente, lasciando anche il mio numero di telefono e il mio indirizzo di casa. Non solo mi sta diffamando, ma mi sta mettendo anche seriamente in pericolo».
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