Proteste
C’è plastica nel concime per il granturco
Nei campi alla Sassaia anche vetro e alluminio Arpat interessata del caso già a gennaio
VIAREGGIO. Plastica nei campi di granturco destinato al consumo umano che si trovano in località “la Sassaia”, al confine tra Viareggio e Massarosa. Sacchetti che sputano dal terreno quasi interi, gli involucri viola di una nota marca di assorbenti, fascette, tappi di bottiglia ed altri oggetti in plastica, mescolati con vetro triturato, lavarone, alluminio ed altro materiale. A dare l’allarme alcuni contadini della zona che non utilizzano il tipo di concime ricco, invece, di elementi che non concimano un bel niente, anzi inquinano. Allarme rilanciato dall’ambientalista Enrico Santambrogio, il quale ha filmato passo passo la “gita” nei campi in questione e dal comitato “Aria pulita Viareggio e dintorni” che da tempo si batte contro ogni tipo di inquinamento, oltre a quello dell’aria.
Il fenomeno è noto. A fine gennaio 2018 furono i campi intorno a Pioppogatto ad essere concimati con un ammendante ricco di plastica. Ed ancora oggi lo scenario è lo identico nei terreni di questa zona, come raccontano numerosi testimoni. In quel caso si mossero gli agenti della polizia municipale di Massarosa, che passò il caso ad Arpat. E proprio dall’Agenzia regionale per l’ambiente, alla quale ieri “il Tirreno” ha girato la nuova segnalazione relativa al concime utilizzato per la zona della Sassaia, arriva una prima indicazione: «Il controllo fatto nei terreni vicino a Pioppogatto era risultato regolare. Si trattava di materiale della Morina, impianto autorizzato, e sparso su terreni autorizzati».
L’impianto è quello di Sea Risorse che composta il verde e lavora legno per produrre cippato da utilizzare in impianti a biomassa per la produzione di energia, come da autorizzazione ottenuta dalla Regione Toscana nel 2015. Autorizzazione che riprende alla lettera quanto già presente nella autorizzazione originaria, e datata 2010: «Si prescrive di relazionare a Regione Toscana ed Ente Parco, ogni sei mesi, sullo stato di avanzamento del procedimento amministrativo e/o operativo finalizzato al trasferimento dell’impianto in altro sito».
Insomma, una certa di quantità di plastica nel materiale per concimare terreni destinati all’agricoltura è considerata regolare dalla normativa di settore. Eppure, sempre in Toscana, al sequestro disposto dal Gip per l’impianto di trattamento meccanico biologico di Case Passerini (Firenze) si è arrivati perché le indagini svolte a supporto della richiesta del pm mostravano la presenza, nel compost prodotto, di plastica, vetro e metalli di diametro uguale o superiore ai 2 millimetri in percentuali maggiori rispetto allo 0,5% ammesso dalla legge. Nei campi di Massarosa la plastica si trova in pezzi interi, ben visibili ad occhio nudo come mostrano foto e video di questi giorni.
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