Attenzione
Le due vite artistiche di Diego
Dalla danza al design, Cosignani si è rimesso in gioco di successo in successo
VIAREGGIO. C’è un filo creativo che lega le due vite artistiche di Diego Antonio Cosignani. La danza è stata il suo emisfero di riferimento per oltre un decennio, sino a quando non ha deciso di rimettersi in gioco assecondando «la mia prima vera passione»: il disegno. È stato un ballerino, un insegnante e un coreografo, ha esportato il proprio talento in ogni angolo del mondo. «Poi, però, dentro di me ho sentito di aver completato un cammino soddisfacente e di dover fare qualcosa in più».
Cosignani, nato in Brasile l’ultimo giorno del 1985 e successivamente adottato da una famiglia di Viareggio, dopo aver impartito lezioni di danza classica e contemporanea in svariati paesi (Messico, Irlanda, Olanda, Germania, Belgio, Stati Uniti, Scozia e Francia) è rientrato in Italia e si è messo testa china sui libri, consentendo alla moda di farsi prepotentemente largo nella sua mente e nel suo tempo.
I primi studi (in Fashion Design) al Polimoda di Firenze, poi quelli all’Esmod di Parigi, una tra le principali scuole al mondo. Lo bramava con tutto se stesso, quel diploma. È riuscito a conseguirlo in appena otto mesi. «Mi sono impegnato sino allo sfinimento per entrare direttamente al terzo anno. Non è stato affatto semplice, trattandosi di una scuola così rinomata». Si è specializzato negli accessori per pelletteria di lusso, «settore meno frenetico e materiale più duraturo», così motiva la scelta. Per la prova finale, quella decisiva ai fini del raggiungimento del diploma, Diego ha mostrato enorme coraggio, perché per il progetto – che prevedeva la realizzazione di borsa e scarpe da proporre in uno show room – ha puntato tutto sul “made in Italy”. «So di essermi assunto un bel rischio, portando in una delle capitali mondiali della moda, in mezzo a tantissimi allievi francesi, quello che avevo appreso a Firenze. È andata bene, per fortuna, perché il riscontro è stato positivo».
Alla didattica ha parallelamente affiancato l’attività pratica, creando il brand “Tasch”, import-export di raffinato cashmere indiano lavorato e ricamato a mano venduto nel negozio multi-brand “Oger” in Olanda, lavorando come assistente per Addy van den Krommenacker – stilista che tra i suoi clienti vanta persino la famiglia reale belga – in occasione del fashion show di Lugano (in Svizzera) e svolgendo un tirocinio come assistente senior designer, stylist e art director presso l’azienda Weber in Austria.
Cosignani confessa di non nutrire rimpianti per quel cambiamento così radicale che ha approntato nella sua vita artistica. «In fondo la mela non è caduta troppo lontana dall’albero – afferma - il design, come la danza, è una ricerca continua della creatività, della qualità, della bellezza. Sono una persona estremamente intuitiva, faccio ciò che in quel preciso momento mi ispira di più. Ovviamente, tenendo conto delle mie capacità: da bambino il mio sogno era cantare, ma mi mancavano le qualità necessarie».
Non nasconde che Lorenzo Viani per lui è stato «un’ispirazione come mano grafica» e che «sono rimasto colpito dai suoi quadri». Diego, dopo un periodo di aggiornamento, ha deciso di tornare in Olanda per un tirocinio proprio nell’atelier di Addy von den Krommenacker, già tappa in passato della sua formazione professionale. «Ma in futuro mi piacerebbe riuscire a creare un marchio tutto mio, il “Diego Antonio Studio”, realizzando io stesso modelli per accessori uomo-donna e fornire consulenza ad altri brand». (g.n.)
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