Il Tirreno

Versilia

una tragedia di 20 anni fa 

Laurea alla memoria a Stefano che morì sulla Pania della Croce

STAZZEMA. Stefano Messerini aveva 26 anni e una vita davanti. Lo strappo all’affetto dei suoi cari si compì in pochi istanti. Forse un piede messo male su di una lastra di ghiaccio o un capogiro...

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STAZZEMA. Stefano Messerini aveva 26 anni e una vita davanti. Lo strappo all’affetto dei suoi cari si compì in pochi istanti. Forse un piede messo male su di una lastra di ghiaccio o un capogiro improvviso. Era il 22 gennaio del 1998. Una giornata bellissima. Il sole invernale splendeva alto e rifletteva i suoi raggi sulla neve. Stefano, brillante studente di agraria all’università di Pisa, quel giorno aveva deciso di partecipare a una escursione insieme a un amico esperto di montagna sulla Pania della Croce, la quarta vetta più alta delle Apuane. La tragedia avvenne in località Callare. Il giovane venne inghiottito nel vuoto per un volo di 200 metri. Un silenzio assordante avvolse tutta la zona, mentre uno squillo di telefono stravolse per sempre la vita di una tranquilla famiglia pisana.

A distanza di 20 anni esatti da quella tragedia che ha segnato la mente di tanti concittadini l’università di Pisa ha deciso di conferire a Stefano la laurea in Scienze agrarie alla memoria. A lui che dello studio aveva fatto la sua ragione di vita: con una media eccellente e una tesi sperimentale avviata in meccanica agraria. La cerimonia di consegna è avvenuta lunedì scorso nell’aula magna del dipartimento di Scienze agrarie alla presenza dei genitori di Stefano, Mario Messerini e Paola Buonomini e dei fratelli minori Giulio e Pietro e le loro famiglie. Con loro i tantissimi amici di questo sfortunato giovane, iscritto agli scout e amante di hockey su prato, che nonostante siano passati veramente tanti anni sono rimasti vicini alla famiglia. «Per noi – racconta la mamma di Stefano, la signora Paola Buonomini – è stata una emozione grandissima ricevere una laurea in ricordo di nostro figlio. Ma soprattutto rendersi conto di quanti amici aveva Stefano e di quante persone lo stimavano e gli volevano bene».

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