Sicurezza
Nasce squadra di calcio per bambini disabili
Nasce la prima scuola (gratuita) per bambini disabili. Il progetto verrà illustrato il 4 giugno nella sede di Confindustria
PIETRASANTA. Qualcuno ha scritto che la “giovinezza finisce quando il tuo giocatore preferito ha meno anni di te”. Probabile. In fondo il gioco del calcio è un viaggio che intraprendi da bambino e che, con il tempo, travalica ogni confine. Ogni immaginazione. C’è chi, però, quel viaggio, quel confine, lo può solo osservare a distanza, scrutandolo da una tribuna o ancora davanti ad un televisore. «Qualcosa di profondamente ingiusto. Una “Scuola calcio per tutti” nasce proprio in risposta a questa ingiustizia e ancora per riempire un vuoto sul nostro territorio. L’idea è infatti quella di dare l’opportunità a bambini, a partire da 6 anni, e ragazzi, senza distinzione di sesso, affetti da disabilità fisica e cognitiva, di fare sport all’aria aperta, di praticare un’attività che unisca i benefici psico-fisici del calcio alla passione e alla felicità che il rotolare di un pallone innesca in tutti noi. Il calcio non deve rimanere uno sport ad uso esclusivo per i cosiddetti normodotati, ma deve e può essere momento in cui i disabili, piccoli e non, possano trovare realizzazione personale, scoprire il gioco di squadra, accostandosi con entusiasmo e passione ad un pallone insieme agli altri».
Parole, quelle dell’avvocato Giacomo Carella – con esperienza in panchina come allenatore – che aprono il cuore e che dovrebbero fare riflettere: Carella, insieme alla dottoressa psicoterapeuta Margherita Tarabella – con l’avallo di Stefano Pellacani fiduciario Coni – e dell’Associazione Abc onlus, ha così messo meticolosamente in piedi un progetto che vivrà il suo incipit a metà del mese di giugno sui campi da calcetto del Tennis Taddei di Marina di Pietrasanta. Con una premessa, di cui tenere conto: la scuola calcio sarà completamente gratuita.
Costi e quant’altro graveranno infatti sullo stesso Carella e sulla sua organizzazione. «Un giorno parlavo con un bambino, costretto su una sedia a rotelle, e mi raccontava del suo amore per il pallone, della sua voglia di giocare come gli altri. Parole che mi hanno fatto male dentro e al tempo stesso pensare: così mi sono chiesto cosa potessi fare. Ne ho discusso con Margherita (Tarabella, ndr) e abbiamo poi sviluppato un percorso che lunedì, alle 18, presenteremo al palazzo della Confindustria in via Garibaldi. Non sarà ovviamente importante come o non come si calcia un rigore: viceversa sarà prioritario fornire tutti gli strumenti per aumentare la capacità di relazione, di autonomia e di autostima: il tutto unito al divertimento. Del resto il calcio – aggiunge Carella – attraverso il movimento aerobico è sport che sviluppa la coordinazione degli arti inferiori, il tono muscolare, l’equilibrio, la postura, l’attività respiratoria, l’attenzione».
Un altro obiettivo del progetto è quello di educare anche le giovani promesse delle scuole calcio pietrasantine che collaborano all’iniziativa, «e mi riferisco a Sporting Pietrasanta 1909 e Junior Sport che ringrazio così come ringrazio Raffaello Rubinacci – precisa Carella– a prendere consapevolezza sul tema della disabilità evitando quelle discriminazioni che spesso sono latenti nella nostra società e che portano all’emarginazione».
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