Il Tirreno

Versilia

Al Versilia il pacemaker del futuro

di Matteo Tuccini
Al Versilia il pacemaker del futuro

Impiantato per la prima volta su un 82enne «È come una minipila all’interno del cuore»

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VIAREGGIO. È grande come una pila ministilo, ma promette di cambiare la storia. Aiutando il cuore di tante persone a battere nel migliore dei modi. All’ospedale Versilia arriva il pacemaker del futuro: per la prima volta un apparecchio di nuova generazione, più piccolo rispetto al normale, è stato impiantato all’interno del ventricolo destro – e non sottopelle come i pacemaker tradizionali – di un paziente versiliese di 82 anni.

«L’operazione – si legge in una nota dell’Asl – è stata portata a termine con successo nell’Unità operativa di cardiologia dell’ospedale Versilia, diretta dal dottor Giancarlo Casolo. Grazie alle piccolissime dimensioni, ed alla innovativa concezione, lo strumento non necessita dell’inserimento di fili che lo colleghino alla batteria, né della tasca sulla parete toracica dove abitualmente viene collocata la batteria stessa». In pratica gli unici filamenti di cui è dotato il nuovo impianto sono quelli che ne consentono l’ancoraggio al nostro muscolo più importante: per il resto non c’è bisogno di alcun collegamento fisico, cioè di elettrocateteri, per farlo funzionare. È come se una piccola pila venisse infilata all’interno per regolare il ritmo cardiaco.

L’intervento è stato eseguito dal dottor Marco Tullio Baratto, responsabile della cardiologia interventistica, assieme al dottor Alessio Lilli, al dottor Gianluca Solarino e agli infermieri Bruno Pratesi e Simona Agostini.

«La procedura, della durata di circa un’ora – prosegue la nota dell’Azienda sanitaria Nordovest – ha avuto esito favorevole ed il pacemaker impiantato ha iniziato subito a funzionare perfettamente. L’equipe è stata supportata nel lavoro e nella preparazione dai medici e dal personale infermieristico della cardiologia. Tutto si è svolto sotto la supervisione della professoressa Maria Grazia Bongiorni, tra le massime esperte mondiali in questo campo».

«L’assenza di elettrocateteri e della tasca dove alloggiare la batteria, riduce in modo significativo il rischio infettivo – spiegano dal “Versilia” – Il pacemaker, delle dimensioni di una piccola batteria ministilo, viene introdotto per via venosa da una vena femorale e non richiede incisioni della cute o utilizzo di punti di sutura. Il pacemaker, una volta ancorato al muscolo cardiaco stesso, svolge le sue funzioni di stimolazione direttamente all’interno del cuore».

Il dottor Baratto, che vanta un’esperienza ormai più che trentennale nel campo della cardiologia invasiva, ha evidenziato come questo tipo di impianti, attualmente riservati a situazioni più complesse, potranno rappresentare il futuro dell’elettrostimolazione cardiaca. Eliminando di fatto alcune complicanze legate alla tecnica chirurgica.

«Apparecchi del genere – afferma il cardiologo – non sono ancora diffusi: nel nostro Paese ne sono stati impiantati un centinaio. Pochi quelli in Toscana. L’ospedale Versilia, quindi, si inserisce in un percorso innovativo all’interno dell’Asl, subito dopo l’ospedale di Livorno. Non tutti i pazienti che hanno necessità del pacemaker – spiega il dottor Baratto – potranno avvalersi di questo nuovo apparecchio: abbiamo già molte richieste in questo senso, ma non a tutte si potrà rispondere positivamente. Credo, però, che a breve ci sarà un ulteriore sviluppo tecnologico che consentirà di allargare la platea di potenziali beneficiari del nuovo pacemaker. In questo modo potremo impiantarlo su molte altre persone che potrebbero averne bisogno».

«Il dottor Casolo, che in questi anni ha portato la sua squadra ad ottenere importanti risultati, certificati anche dalle agenzie di valutazione regionali e nazionali – prosegue l’Asl – si è detto orgoglioso dell’impegno profuso da tutti per il raggiungimento di questo nuovo traguardo. Che consente anche ai pazienti della Versilia di poter accedere a tecnologie avanzate, evitando di dover ricorrere a trasferimenti presso altri centri». Il primario della cardiologia ha ringraziato pubblicamente «il Dipartimento medico dell’Asl Toscana Nord Ovest e nello specifico il direttore dottor Roberto Bigazzi, il direttore dell’Area neurocardiovascolare ed il dottor Giuseppe Arena, responsabile dell’aritmologia aziendale, per il sostegno ed attenzione dedicate all’impegno che si inserisce nello sforzo innovativo della nuova organizzazione aziendale».

@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA



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