Gioco
«Ti taglio la gola»: condannato Remorini
Ulteriori sei mesi all'omicida per le minacce all’ex amico “Cecchino” Tureddi
VIAREGGIO. Nuova condanna per Massimo Remorini, 61 anni, già in carcere per scontare la pena definitiva di 38 anni dopo la fine del processo sulle donne scomparse. Ieri Remorini è stato condannato dal giudice a sei mesi per le minacce rivolte in tribunale all’ex amico Francesco Tureddi detto “Cecchino”, 64 anni. A Tureddi, che è stato il testimone chiave del giallo di Torre del Lago e quindi ha inchiodato con le sue accuse Remorini, sarebbero state rivolte queste parole: «Ti taglio la gola». Il reato contestato era minacce aggravate.
Ieri Tureddi ha ricostruito in tribunale l’episodio, avvenuto proprio durante un’udienza del caso donne scomparse. La vicenda è quella nota di Velia Carmazzi, 59 anni, e di sua madre Maddalena Semeraro, 80. Due donne di cui non si è più avuto notizia dall’estate 2010: furono viste vive l’ultima volta a Torre del Lago tra agosto e settembre. Su questa vicenda la giustizia si è espressa per l’ultima volta nell’aprile dell’anno scorso: sono morte di stenti, recluse in un campo in via dei Lecci che è stato chiamato degli orrori e che ha rappresentato la loro fine in stato di prigionia tra fame, sete e caldo. I colpevoli, dalla Corte di Assise di Lucca alla Corte di Cassazione, sono Remorini detto lo “zio” e Maria Casentini, la badante definita “carceriera” di Maddalena. Con il primo in veste di ideatore del piano. Entrambi ora sono in carcere, dopo la condanna divenuta definitiva.
Uno degli aspetti chiave dell’intera vicenda processuale è che, in assenza dei cadaveri, si è retta su alcune testimonianze chiave. La più importante delle quali è stata senza dubbio quella di Tureddi, all’inizio imputato a sua volta per favoreggiamento.
In tribunale Tureddi ha affermato di aver visto Remorini e Casentini disfarsi dei corpi, che sarebbero stati bruciati in un bidone. I resti sono finiti nei cassonetti della spazzatura. I rapporti tra Remorini e Tureddi, una volta di amicizia fraterna, sono finiti con un confronto ravvicinato in tribunale quando lo “zio” avrebbe minacciato l’ex amico.
Matteo Tuccini
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