La protesta
Nessun futuro per l’ex scuola media
Il sindaco ribadisce: «L’area è privata e il Comune non può intervenire»
MASSAROSA. Non c’è speranza di veder recuperata la zona dell’ex scuola media di Massarosa in tempi brevi. Sarà necessario che qualche privato si interessi al cantiere e lo compri: il sindaco l’ha chiarito una volta per tutte nello scorso consiglio comunale: «L’area è di proprietà di privati – ha risposto il primo cittadino all’interrogazione in assemblea – Il comune non ha possibilità di intervento».
Nel corso del consiglio comunale di lunedì il primo cittadino Franco Mungai ha risposto all’interrogazione del consigliere Riccardo Brocchini, pur capogruppo Pd in maggioranza al consiglio comunale, il quale ha chiesto delucidazioni in merito allo stato dei lavori nell’area ex scuola media del Capoluogo.
«Si tratta di un’area sulla quale sorgeva la vecchia scuola media – ha spiegato il Mungai – che fu data in permuta dalla passata amministrazione, insieme al fabbricato che ospitava l’ex centro Il Rospo, con l’operazione di project financing per la realizzazione del nuovo polo scolastico del Capoluogo».
Su quest’area, adesso di proprietà della Massarosa Project è stato rilasciato un piano di recupero che prevedeva la realizzazione un fabbricato multifunzionale, in parte commerciale e in parte residenziale-direzionale. A corredo del progetto doveva sorgere una piazza di mille metri quadrati con parcheggi sotterranei
«In tale edifico peraltro – prosegue il sindaco nella risposta – avevamo agevolato un’operazione di trasferimento, in parte dei locali, della Casa della Salute di Massarosa. La ditta proprietaria, al momento in liquidazione, sta cercando un compratore che dia corso all’esecuzione del progetto. Come amministrazione siamo molto dispiaciuti per l’immagine che questa opera incompiuta dà al capoluogo ma trattandosi di proprietà privata non abbiamo nessuno strumento per intervenire. L’esecuzione o meno dell’opera è a discrezione della proprietà. Trovo assurde, in mala fede e assolutamente fuori luogo quindi le polemiche apparse sui social network che accusano l’amministrazione dello stato di abbandono del cantiere. L’amministrazione ha fatto quello che doveva fare rilasciando i necessari permessi, vigilando sulla sicurezza del cantiere e sulla rimozione di tutti quei materiali pericolosi che si trovavano al suo interno, come eternit e oli esausti».
Sorte simile tocca anche al Fornacione, anche quello di proprietà privata: una struttura in decadenza che purtroppo è il biglietto da visita di Massarosa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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