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Versilia

I rilievi della società di revisione Bdo che non ha potuto terminare il lavoro

I rilievi della società di revisione Bdo che non ha potuto terminare il lavoro

In carichi che vanno assegnati a chi ha competenze specifiche del settore: così si esprime in un consiglio di indirizzo della Fondazione, a fine 2017, il vice presidente Alberto Pisanelli, sul caso-Bd...

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In carichi che vanno assegnati a chi ha competenze specifiche del settore: così si esprime in un consiglio di indirizzo della Fondazione, a fine 2017, il vice presidente Alberto Pisanelli, sul caso-Bdo sollevato da Andrea Palestini. che all’epoca

sedeva nel cdi. La Bdo è la società fiorentina alla quale l’ex presidente Adalgisa Mazza aveva commissionato. Quando, ad inizio 2016, i revisori dei conti del Comune di Viareggio chiedono l’esito del lavoro svolto da Bdo, la Fondazione risponde ufficialmente: «Nessuna relazione sui conti da parte della Bdo». La Fondazione - così la risposta - «ha informato il Comune di non aver ricevuto alcun documento o relazione prodotti dalla stessa società Bdo sino al momento dell'intervenuta disdetta del contratto precedentemente stipulato. Disdetta dell’incarico inviata a seguito di delibera del Consiglio di amministrazione, motivata sia dall’ineludibile necessità di contenimento dei costi, sia - soprattutto - dalla necessità di evitare sovrapposizione di competenze e surrettizi scambi di ruoli. In quanto lo Statuto della Fondazione prevede che, sia l’attività di vigilanza che la revisione legale dei conti, siano demandate alla competenza del proprio collegio sindacale».

La Procura della Corte dei Conti regionale toscana ha chiesto conto al Comune del caso-Bdo: a risposta ricevuta direttamente dal sindaco Del Ghingaro la vicenda non è proseguita.

Eppure esiste almeno un documento che testimonia il lavoro avviato da Bdo ed il rilievi che la società aveva iniziato a evidenziare «nonostante la dichiarata ma non fattiva collaborazione nel produrre la documentazione richiesta». Nel documento si citano le verifiche effettuate sulle fatture di vendita. Le sponsorizzazioni, i cambi merce, la pubblicità «tutte operazioni soggette a contratto», si legge nel documento, il cui estensore dopo aver chiesto di visionare i contratti relativi ad una operazione con un marchio della grande distribuzione si è visto fornire «una cartellina con semplici mail, a volte contraddittorie tra loro, e solo relativamente a tre operazioni».

Senza esito rimane anche la richiesta di visionare il contratto di cambio merci con un fornitore che «era stato attenzionato dal Collegio sindacale della Fondazione».

Qualcosa da perfezionare c’è ovunque, ed è umano. Perché, dunque, non lavorare di concerto con Bdo ed invece dare lo stop a questo rapporto? (d.f.)

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