Toscana
Con l’auto nel posto dei disabili Il vigile: «Era un’emergenza»
Ma la comandante della polizia municipale Papasogli annuncia sanzioni «La legge è uguale per tutti e ci saranno presto dei provvedimenti»
MASSAROSA. La vigilessa che è nell’occhio del ciclone a Massarosa per aver parcheggiato negli stalli per disabili non chiede scusa ma prova a giustificare il proprio comportamento: «Era una situazione di emergenza – dice contattata al telefono dal Tirreno – ho già riferito tutto ai miei superiori». È ovviamente provata dalla bufera che si è scatenata nei suoi confronti: «Non ho intenzione di chiedere scusa: ci sono state delle situazione che mi hanno portato ad agire in quella maniera. Saranno i miei superiori: la comandante e il sindaco a decidere per il resto. Io ho fatto rapporto. È tutto».
È tutto davvero da parte sua perché la palla passa gerarchicamente alla comandante Francesca Papasogli la quale, fuori da Massarosa per qualche giorno, ha deciso comunque di gestire a distanza la situazione. Nel pomeriggio di martedì ha ricevuto il rapporto completo sull’accaduto e si riserva di prendere provvedimenti al proprio ritorno. Tutto rimandato di qualche giorno insomma: «Siamo molto scrupolosi al Comando quindi ho chiesto chiarimenti non appena ho avuto notizia di quanto accaduto – spiega Papasogli – la vigilessa ha chiarito le circostanze in cui sono avvenuti i fatti. Non appena rientrerò in sede valuterò insieme all’amministrazione i provvedimenti da prendere. Intanto quelli canonici del codice della strada che consistono nella sanzione pecuniaria e nella decurtazione dei due punti dalla patente di servizio. La legge è uguale per tutti e noi che facciamo questo lavoro dobbiamo essere i primi a dare il buon esempio».
Secondo quanto riportato ufficialmente, la vigilessa non sarebbe stata in servizio lì e si sarebbe soltanto trovata a dover risolvere una situazione contingente. Il fatto è accaduto lunedì a Piano di Conca all’ora di uscita dalle scuole medie in via delle Sorgenti. Stava piovendo e la vigilessa si ritrovava da sola a passare dalla strada di ritorno da un altro servizio; c’era un ingorgo e avrebbe semplicemente parcheggiato nel primo posto disponibile, e di traverso rispetto alle strisce. Sarebbe stata questione di pochi minuti: quanti sono bastati per risolvere il problema contingente di traffico, l’agente sarebbe poi risalita in macchina e ripartita dopo aver risolto la criticità in quel punto.
«Un fatto che non può essere scusato a prescindere – dice Papasogli – per questo valuteremo presto le conseguenze».
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