Toscana
Il festival su Shelley? Esisteva già...
L’editore Luca Guidi: «Lo abbiamo inventato noi, ma non ci hanno neppure contattato»
VIAREGGIO. «Il dolore che sto provando è enorme perché considero Shelley come un fratello». Luca Guidi accoglie con un flusso perpetuo di sentimenti negativi il festival dedicato al poeta inglese organizzato dal Comune di Viareggio in collaborazione con il Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica dell’Università di Pisa, con il British Council e la Keats and Shelley House) in programma a Villa Paolina dal 3 al 9 giugno che prevede conferenze tenute da docenti di diverse università italiane ed una Summer School a cui parteciperanno trenta tra dottorandi, assegnisti, giovani ricercatori e borsisti in arrivo da vari paesi europei e Stati Uniti. Guidi, che assieme alla moglie Rebecca Palagi (come gruppo editoriale Cinquemarzo), assieme ad un ristretto gruppo di collaboratori da otto anni ricorda e commemora la figura di Shelley con un’omonima rassegna, si sente profondamente ferito. «A livello morale, soprattutto», spiega lui.
Quello tra il loro evento e Viareggio è stato un rapporto fatto di tormenti e indifferenza, parole cadute nel vuoto e porte sbattute in faccia. «Leonardo Betti è stato l’unico amministratore locale che si è davvero prodigato per le nostre iniziative, aiutandoci concretamente nello sviluppo. Nessun altro». Guidi non alza mai il tono di voce, ma nel ripercorrere gli step di crescita del Festival Shelley – quello suo e della moglie – fa emergere tutto l’orgoglio per le molteplici gratificazioni che hanno ripagato gli sforzi compiuti dal 2010. «Abbiamo ricevuto due Medaglie di Rappresentanza dall’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il patrocinio della presidenza del Consiglio dei Ministri e stretto un gemellaggio nel nome di Shelley con Bournemouth (città inglese in cui riposano i resti del cuore del poeta britannico). Durante ogni evento, completamente autofinanziato, abbiamo dato spazio a tanti neolaureati che fossero in grado di portare idee nuove per valorizzare ulteriormente il poeta e il romanticismo inglese».
Il silenzio e lo scarso sostegno di Viareggio ha spinto Luca Guidi e Rebecca Palagi a traslocare (nel 2016) a Bagni di Lucca, altro luogo caro a Shelley. «Noi il nostro festival lo proporremo anche quest’anno, a Milano, con tre-cinque appuntamenti ed un’intesa con lo Shelley Frankenstein Festival di Bournemouth».
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