Toscana
Impegno dei candidati a stabilizzare i precari
PIETRASANTA. Duecentocinquanta dipendenti – di cui 30 precari – e un futuro prossimo, visto il passaggio in Reti Ambiente, dai contorni nebulosi. Da qui l’incontro che lavoratori e sindacati di Ersu...
PIETRASANTA. Duecentocinquanta dipendenti – di cui 30 precari – e un futuro prossimo, visto il passaggio in Reti Ambiente, dai contorni nebulosi. Da qui l’incontro che lavoratori e sindacati di Ersu hanno avuto ieri mattina, in sede, con i 5 candidati a sindaco. Incontro – alla presenza dell’amministratore delegato dell’azienda Alberto Ramacciotti – che, nei limite del possibile, è servito a rassicurare gli stessi lavoratori. «No ai tagli del personale – ha fatto sapere Alberto Giovannetti, centrodestra – in passato sono stato accusato di avere fatto assumere persone in azienda: in realtà, vista l’estensione dei servizi evidenziai la necessità di una maggiore forza di lavoro locale. I vertici politici regionali hanno già fatto troppi danni, con l’acqua e la sanità: con Ersu andrà diversamente. E il cda della società va rinnovato: basta con Ramacciotti».
Marco Dati, Sinistra per Pietrasanta, ha ribadito la necessità «di rivedere il sistema della raccolta del verde oggi lacunoso, ma soprattutto l’esigenza di una coesione fra azienda, cittadini e politica che dica no all’ingresso dei privati in Reti Ambiente. La gestione resti pubblica e va garantita la massima tutela del posto di lavoro. Per noi di sinistra questa è una priorità».
Ettore Neri, centrosinistra, ha ricordato che «in passato le casse di Ersu erano utilizzate da alcune amministrazioni come una sorta di bancomat: nel 2006, appena eletto sindaco a Seravezza, trovai 800 mila euro da pagare. Con il sottoscritto è partita la raccolta porta a porta, sono stati sanati tutti i conti e dato il via ad un percorso virtuoso nell’interesse dei lavoratori. Bisogna evitare l’ingresso dei privati in Reti Ambiente e stabilizzare i precari».
Daniele Mazzoni, Siamo Pietrasanta, ha invece ricordato la battaglia «che ho fatto con altri comuni per bloccare il mega appalto da 5 miliardi di euro per 20 anni. Oggi il no ai privati in Reti Ambiente lo dicono tutti, ma in passato a gridarlo era il sottoscritto con pochi altri. I lavoratori precari vanno stabilizzati e l’azienda Ersu deve restare operativa in zona».
Per Nicola Briganti, M5s, «i lavoratori si tutelano solo mantenendo la gestione pubblica del servizio. In caso di successo alle amministrative ripristineremo la raccolta del verde porta a porta, garantendo una tariffa equa attraverso il censimento delle utenze».
A chiosa tutti i candidati si sono impegnati a non fare lavorare i dipendenti nei giorni di festa canonici, come Natale e primo dell’anno. (l.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
