Gioco
Chiusa anche l’ultima attività al mercato «Ma noi restiamo qui»
Occupazione simbolica dell’associazione Mangi chi ha fame «Lasceremo la nostra sede solo se costretti con la forza»
PIETRASANTA. Un’occupazione simbolica, ma anche un messaggio che non lascia spazio ad interpretazioni. «Via dalla nostra sede solo con la forza». Missiva a firma del “Mangi chi ha fame”, progetto del Pca che segue e sostiene con pacchi alimentari ed altri aiuti una quarantina di famiglie del territorio. Famiglie con seri problemi economici ed in difficoltà ad arrivare a fine mese.
Sabato scorso il Mangi chi ha fame ha così occupato il mercato comunale, sulle cui ceneri verrà realizzato il museo dedicato a Igor Mitoraj entro la fine del 2019, dove ha appunto la propria sede.
«Siamo sotto sfratto: nel mese di agosto dovremo lasciare la stanza che ci era stata assegnata. Sfratto che andrà a danneggiare ulteriormente molti cittadini. Per questo motivo - dicono dal Mangi chi ha fame - nella giornata di sabato una cinquantina di persone hanno manifestato all'interno della struttura portando all'attenzione dei cittadini la mancanza di spazi per le associazioni e dove fare aggregazione. Persone che intendiamo ringraziare così come intendiamo ringraziare quei politici e quei partiti - Ettore Neri, Daniele Mazzoni, Rifondazione Comunista - che hanno aderito alla giornata. Di certo il nostro impegno non finisce qui: invitiamo tutte le realtà antagoniste a sostenere la nostra causa».
Sotto sfratto anche Il Grano, associazione, sempre con sede dalle parti del mercato comunale, che sostiene un centinaio di famiglie. «Ad oggi - aggiungono dal Mangi chi ha fame - dall’amministrazione comunale non è arrivata alcuna indicazione su dove poter continuare, dal punto di vista logistico, il nostro impegno di solidarietà. Per questo motivo, come detto, dal mercato non andremo via, se non con la forza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
