Il Tirreno

Versilia

Via libera alle piscine sui tetti dei bagni a Lido di Camaiore

di Cesare Bonifazi
Via libera alle piscine sui tetti dei bagni a Lido di Camaiore

In consiglio la variante al regolamento urbanistico Ma gli stabilimenti dovranno seguire una serie di regole

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LIDO DI CAMAIORE. Se lo stabilimento balneare è troppo piccolo e la piscina non c’entra, l’unica soluzione è farla sul tetto. Non solo acqua cristallina e sicura per i bambini, ma si può godere anche di una bella vista su tutto il litorale. Magari è utile anche per i giorni di mare mosso.

Se fino ad oggi questa opzione non era contemplata, tutto ciò cambierà presto perché il Comune di Camaiore ha deciso di prevedere la possibilità di dare il via a questo tipo di costruzioni lungo la costa di Lido di Camaiore. Ma non sarà un’opzione che verrà concessa a tutti, dovranno ricorrere determinati requisiti per cui l’amministrazione darà volta per volta il via libera alla costruzione.

Nei prossimi giorni verrà portata in consiglio comunale una variante regolamento urbanistico: al voto andrà la proposta della maggioranza di prevedere per chi ne fa richiesta una convenzione con cui verrà concessa la “licenza a costruire”.

Esistono quattro fasce nelle zone degli stabilimenti balneari la fascia zero che è quella dove sono previsti i parcheggi, la fascia uno dove si trova la costruzione per il guardianaggio, la fascia due dove solitamente vengono collocate le cabine, il ristorante e il bar e, infine, la zona tre che obbligatoriamente deve essere lasciata libera perché destinata alle zone d’ombra, siano esse ombrelloni o tende. Il regolamento stabilisce che è data la possibilità di costruire soltanto nella fascia uno o due. Tuttavia esistono degli stabilimenti balneari che sono così lunghi e stretti che non avrebbero la possibilità di avere la piscina.

Queste sono infatti a tutti gli effetti delle costruzioni, dei manufatti, e come tali devono rispettare le regole del codice civile che prevedere le distanze minime tra le costruzioni. La legge stabilisce quindi che, in caso queste misure non ci siano, il manufatto non possa essere costruito.

Nel momento in cui questa proposta di variazione al regolamento urbanistico, il titolare del bagno dovrà dunque dimostrare che oggettivamente esistono i presupposti fisici di impossibilità di costruzione della piscina, nonché che il vicino non rilascia il permesso alla costruzione. La possibilità di costruire sarà comunque limitata alla stessa zona prevista se ricorressero le possibilità ordinarie.

Ma l’amministrazione avrebbe in mente anche l’idea di ampliare questa possibilità di convenzione anche ad altre fasce, come la zero e la uno. Su questo sarà anche l’assessore al Governo del territorio Simone Leo a dover elaborare la proposta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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