Il Tirreno

Versilia

Scuole della Versilia contro l’indifferenza

di Donatella Francesconi
Scuole della Versilia contro l’indifferenza

La Giornata della fratellanza, ieri alle “Lenci” del Varignano, ha coinvolto studenti delle Jenco, di Camaiore e delle superiori

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VIAREGGIO. «Se il Varignano fa quello che avete fatto voi questa mattina dimostra che essere creativi fa la città più bella»: parola di don Marcello Brunini, intervenuto alla Giornata della Fratellanza. Alla quale hanno partecipato, ieri mattina, l’Istituto comprensivo “Don Milani”, con le scuole primarie “Don Beppe Socci”, “Malfatti” e “Tobino” e la secondaria di 1° grado; l’Istituto comprensivo “Camaiore 3”, con le classi 2A, 2B e 2C della secondaria di 1° grado e 4B e 4C della scuola primaria di Vado; ; l’Istituto comprensivo “Jenco” con due classi; una classe del “Chini Michelangelo”. Ed alcuni ex alunni delle Lenci, oggi frequentanti il liceo Scientifico “Barsanti e Matteucci” di Viareggio ed il Liceo sportivo al “Carlo Piaggia”.

Parola d’ordine dell’iniziativa era “Siamo nati per lasciare un’impronta”, lungo un cammino che propone un confronto quotidiano con le “parole nere”: indifferenza, egoismo, violenza e paura. «L’altro giorno un ragazzo per l’ennesima volta è stato preso in giro nella sua classe. Lì c’era il suo migliore amico, che grazie a me non si è accorto di niente e se n’è stato in si-len-zio», è la voce dell’indifferenza, personificata da Chiara Fracassini. «Quei ragazzi, in quella classe, li ho alimentati io», le fa eco la violenza, ne cui panni recita Alessio Fracassini. E si alza forte il messaggio contro tutte le violenze, bullismo compreso che è quella più vicina ai più giovani, contro l’egoismo «(se ognuno di noi fa qualcosa insieme faremo tantissimo», sono le parole di padre Puglisi, portate nello spettacolo di ieri, con Matteo Settembrini a vestire i panni dell’egoismo ed un bravissimo Pino Puglisi delle scuole medie), la paura. Anzi, le paure. Comprese quelle stupide, ha ricordato Diego Venturini, perfetto nei panni della sua “parola nera”, come «la paura di non essere all’altezza, di essere esclusi dai social, di non avere abbastanza like, di non avere tanti follower».

Oltre a Puglisi sono stati ricordati Peppino Impastato, Malala, tutte le vittime del terrorismo di ogni colore, lungo la strada-chiave intrapresa attraverso gli elementi negativi che contraddistinguono la vita, cui si contrappongono le figure positive scelte, nell’elaborare la sceneggiatura, dagli insegnanti di religione Angela Rocciopili (Istituto comprensivo Camaiore 3, presente anche con il dirigente scolastico Sandro Orsi) ed Emiliano Colombi.

Per chiudere la mattinata, don Piero Albanesi, per il cristianesimo, Paolo Molco, rappresentante della comunità ebraica di Pisa, Momar, per l’Islam (mediatore con i richiedenti asilo della Caritas diocesana di Carrara) hanno letto una preghiera interreligiosa per la pace nel mondo.

Un gran lavoro, insomma, cui hanno partecipato a pieno i genitori, con tutto il sostegno necessario, come ha sottolineato la dirigente scolastica del “Don Milani, Nella De Angeli, affiancata dalla collega del comprensivo Darsena, Barbara Caterini.

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