Il Tirreno

Versilia

I genitori negano: solo un confronto civile

I genitori negano: solo un confronto civile

«Non è vero che siamo andati a parlarle per il brutto voto: non è da noi. E nessuno l’ha toccata»

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Nessuna aggressione, tanto meno fisica, contro la professoressa. «Perché abbiamo rispetto della scuola come istituzione e rispetto degli insegnanti: non ci saremmo mai permessi di fare una cosa del genere, a maggior ragione per un brutto voto».

I genitori finiti nella bufera per lo scontro con la prof del liceo classico Carducci hanno deciso di fornire la loro versione sull’episodio. Ovviamente non diremo i loro nomi per tutelare la studentessa. «Se parliamo di questa faccenda - dicono - è perché vogliamo proteggere nostra figlia e perché questa storia che ha travolto tutto e tutti si chiuda presto». Si dicono increduli, di fronte al clamore suscitato dalla vicenda. «Chi ci conosce bene sa che siamo rispettosi e che vogliamo dare un’educazione giusta alla nostra ragazza», ribadiscono.

La ricostruzione dei genitori su quanto accaduto mercoledì mattina coincide con quella della professoressa solo su un punto: lo scontro fisico, nel senso delle mani addosso, non c’è stato. Su tutto il resto la diversità di versione è evidente.

«Si è trattato - spiegano - di un confronto civile. Probabilmente con qualche tono alto, ma solo nella voce. E non è vero che siamo andati a scuola per un 4. Nostra figlia ci ha chiamati al telefono, è vero, dopo l’ora di storia in cui era stata interrogata. Ha chiesto il permesso alla professoressa dell’ora successiva e ci ha telefonato. Ci siamo preoccupati, ma ripetiamo: non per il 4. Sembrava in difficoltà e da genitori abbiamo ritenuto che avesse bisogno del nostro aiuto».

I due si sono presentati «al termine dell’orario di lezione - sottolineano - il colloquio è avvenuto nella segreteria, era presente anche il dirigente scolastico». Lui sostiene che quando se n’è andato la cosa sembrava risolta e che evidentemente dopo c’è stata una specie di escalation. Confermando, così, la versione dell’insegnante. «No - replicano - Lo ripetiamo: il confronto è stato corretto e non ha mai oltrepassato i limiti. Non riusciamo a capire come sia possibile, da questo, arrivare a un racconto simile». Infine i genitori tengono a ribadire un principio: «Noi siamo dalla parte della scuola e degli insegnanti - dicono - la nostra educazione, in questo senso, è rigorosa e prevede il rispetto delle regole e dei ruoli. Capiamo che si stanno facendo un sacco di ragionamenti sui genitori che non rispettano gli insegnanti, è il tema del momento: ma è un tema completamente estraneo a noi. Ora ci auguriamo che la cosa possa rientrare, soprattutto per la tranquillità di nostra figlia». (m.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web