Gioco
La nautica vuole spazi Oltre 60 posti in più per i grandi yacht
Il documento consegnato da Navigo all’Autorità portuale Per i piccoli natanti un nuovo approdo a San Rocchino
VIAREGGIO. È stato il tema dominate nel corso del Versilia Yachting: la grande nautica chiede spazi in porto a Viareggio. «Ai cantieri ora serve il porto», sono le parole di Fulvio Codecasa, con la sintesi che lo contraddistingue. «Giusto tutelare la pesca, le attività commerciali», sono state le parole di Lamberto Tacoli, presidente di Nautica Italiana, all’iniziativa organizzata dal “Tirreno” nei giorni del Salone: «Ma la Costa Azzurra ha fatto una scelta, il turismo».
Una richiesta di spazi che le imprese della Darsena viareggina hanno messo da tempo - grazie al lavoro svolto da Navigo - sul tavolo dell’Autorità portuale regionale, per il confronto avviato sull’iter che porterà al nuovo Piano regolatore portuale. A che punto siamo lo spiega al “Tirreno” il segretario dell’Authority Fabrizio Morelli: «Stiamo procedendo con gli studi meteomarini ed il Rapporto ambientale. Con l’obiettivo di avviare l’accordo di pianificazione ai sensi della legge regionale. La zonizzazione è in corso di definizione per un preliminare accordo tra i componenti».
Zonizzazione che significa - tradotto dal termine burocratico - dove va cosa. Ovvero come il porto di Viareggio vedrà ridistribuiti spazi, specchi acquei, banchine, servizi. C’è un documento che è già passato dal una riunione del Comitato portuale nei mesi scorsi e che fin qui l’Autorità regionale ha ritenuto di non rendere pubblico poiché soggetto a modifiche, come spiegato a suo tempo al “Tirreno” da Fabrizio Morelli.
A mettere insieme una “zonizzazione” che è un po’ la somma dei desiderata della nautica viareggina ci ha pensato Navigo. Partendo dal presupposto per cui, dal Piano regolatore portuale del 2007 (in gran parte mai applicato) ad oggi «sembrano sussistere i presupposti e la necessità di una rimeditazione e rivisitazione dei lineamenti e degli asset previsti dal Piano». Il lavoro di Navigo parte da una domanda (dove vuole collocarsi Viareggio?) che prevede 4 risposte: «Vuole essere porto di riferimento per yacht di grandi dimensioni fino alla misura possibile di 70 metri; vuole superare il Piano regolatore portuale 2007 che punta, di fatto, solo alla piccola nautica diportistica; vuole razionalizzare gli spazi per la nautica sociale e la pesca per dare più spazio al settore che traina l’economia portuale: lo yachting di grandi dimensioni; vuole diventare “yacht hub” leader dell’Alto Mediterraneo».
Prendendo in considerazione il Piano degli ormeggi attuale (quello del Piano regolatore portuale 2007) il documento redatto da Navigo formula proposte a breve e medio/lungo periodo. Nell’immediato l’idea è quella della «suddivisione del porto in due grandi aree: lato Nord, dedicata al diporto e turismo; lato Sud, dedicata alle lavorazioni». La richiesta di spazi è così formualata: creare «minimo 20 posti di lunghezza oltre i 40 metri per unità ai lavori. E minimo 10 posti di lunghezza oltre i 40 metri per unità in transito (turismo)». Sul lungo/medio periodo i posti per le unità ai lavori oltre i 40 metri diventano minimo quaranta; e quelli per barche delle stesse dimensioni, ma per diporto, minimo 20.
La richiesta è quella di «razionalizzare e valorizzare il piano degli ormeggi destinati al diporto». Un’operazione da realizzare «spostando imbarcazioni di dimensioni maggiori verso l’imboccatura e quelle di dimensioni inferiori verso l’interno», Per un totale di 300 natanti da spostare sul medio periodo.
Perché con tempi più lunghi, invece, il progetto è quello di realizzare «studi di fattibilità per la creazione di porti a secco». Tra i progetti quello dell’utilizzo, per la nautica di dimensioni minori, dell’area nel comune di Massarosa denominata come ex cave di San Rocchino. Ipotizzando «di ospitare nello specchio acqueo pontili galleggianti per oltre 400 posti barca».
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