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Uccise la madre in un raptus ora va in carcere per rapina
Ritenuto incapace d’intendere e di volere, ha trascorso anni in un ospedale psichiatrico giudiziario L’arresto dopo il colpo in farmacia in cui avrebbe minacciato col coltello alla gola una dottoressa
VIAREGGIO. È una storia che fa riemergere il passato, quella che ha portato i carabinieri ad arrestare Matteo Giuseppe Bonelli, 42enne viareggino. L’uomo è finito nei guai per una rapina che, stando ai militari, avrebbe commesso il 5 gennaio scorso nella farmacia comunale della Darsena. Assieme a un complice che ha avuto il compito di svuotare la cassa, portando via non più di 400 euro. Mentre Bonelli avrebbe bloccato e minacciato con un coltello puntato alla gola la dottoressa che si trovava in negozio in quel momento.
La storia fa riemergere il passato e in particolare un delitto, uno dei più orribili di cui ci si possa macchiare: l’uccisione della madre. Era il 31 ottobre del 2004, domenica mattina: Bonelli, all’epoca 28enne, viveva con la madre Daniela Benassi, 54, in un appartamento in via don Tazzoli al Marco Polo. Dopo l’ennesima lite l’uomo aveva preso un coltello e l’aveva uccisa. Vegliandola fino all’arrivo dei carabinieri.
Bonelli era stato assolto due anni dopo: il giudice aveva creduto alle sue parole e alla difesa dell’avvocato Graziano Maffei. E cioè che si fosse trattato di un raptus omicida, frutto dell’incapacità d’intendere e di volere del giovane. Per Bonelli si aprirono le porte dell’ospedale psichiatrico giudiziario, dove è rimasto per molti anni. Per poi uscire qualche tempo fa. Ora è tornato in carcere, perché i carabinieri – gli stessi che erano andati a prenderlo 14 anni fa nella sua abitazione – lo hanno arrestato di nuovo. Ritenendolo responsabile della rapina, una delle tante, commessa alla farmacia comunale di via Coppino.
Erano le 19,30, orario di chiusura, del 5 gennaio scorso: due banditi a volto coperto e con i giacconi, uno dei quali armato di coltello, avevano fatto irruzione all’interno della farmacia della Darsena. E, dopo aver bloccato e minacciato la dottoressa, avevano portato via tutti i soldi contenuti nel registratore di cassa: 400 euro.
I militari guidati dal comandante Edoardo Cetola hanno visionato i filmati delle telecamere: lì hanno visto il rapinatore che prima entra in farmacia fingendosi un cliente, facendo una sorta di sopralluogo. Poi ritorna con un complice, entrando in azione. La dottoressa presente da sola nella farmacia viene bloccata a un braccio e gli viene puntato un coltello alla gola da uno dei due banditi, che sarebbe Bonelli. Mentre l’altro complice prende i soldi dal registratore di cassa e la borsa della donna.
«Dai primi accertamenti e dalla visione delle immagini di videosorveglianza – spiegano dall’Arma – i sospetti sono caduti su una persona che, poco dopo il fatto, era stato sottoposto dai carabinieri a perquisizione domiciliare e trovato in possesso di un coltello uguale a quello utilizzato nella rapina. Inoltre, nel darsi alla fuga, uno dei rapinatori aveva perso un guanto, che è stato fondamentale per risalire all’identità del responsabile. Infatti, dalle successive analisi tecnico-scientifiche, sono emerse nel guanto delle tracce genetiche compatibili con il responsabile che hanno permesso di incastrarlo». Ora Bonelli è in carcere a Lucca. Mentre il complice, un 40enne, è stato denunciato a piede libero.
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