Italia
Benigni al Forte per il Premio Satira
Il ritorno del comico 38 anni dopo il primo riconoscimento sarà il mattatore del festival sul palco di Villa Bertelli
FORTE DEI MARMI. Le fughe in avanti mal si addicono al Premio della Satira che ci ha abituati in 46 anni di attività nel centellinare le notizie dei premiati fino all’ultima decisione della giuria: quest’anno però sarà la data anticipata a luglio, dal natio settembre, o il vento nuovo del Comitato organizzatore presieduto da Umberto Donati che assieme a Carlo Augusto Polacci e Antonio Molino dette vita alla manifestazione ormai quasi cinquantennale, ma le indiscrezioni arrivano finalmente cadenzate e festosamente. Sembra quasi una strategia di comunicazione per calamitare l’interesse studiata da chissà quale ufficio stampa. Prima il programma del festival “Aspettando il Premio Satira” che riempirà i pomeriggi e le serate dal 4 al 6 luglio e poi subito dopo, sabato 7 la serata finale della 46ª edizione che per la prima volta lascerà le pareti dorate della Capannina dov’era nato, per il palco del teatro estivo di Villa Bertelli. Un palco anzi una platea che il vincitore principe della prossima edizione non avrà difficoltà a riempire all’inverosimile, decretando il successo di questa innovazione temporale voluta dal sindaco Bruno Murzi.
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Sarà, dunque, Roberto Benigni a ricevere dalle mani di Serena Dandini, ancora una volta regina della giuria, e che presenterà anche la serata finale, il premio alla carriera. Una carriera che tutti conoscono, tanto è grande e famosa, costellata di premi altrettanto importanti, a partire dai David di Donatello fino agli Oscar. Ma una serata d’autunno di 38 anni fa, quel pratese dalla lingua infuocata e dalla comicità così innovativa, un premio l’aveva già ricevuto al Forte: allora era appena nato, anche se già godeva di grande prestigio e quella sera Roberto Benigni da Vergaio ebbe il Premio Satira Politica. Forse il primo riconoscimento a una carriera che ancora doveva mostrare il meglio di sé. Era il Benigni di Cioni Mario, dell’Inno del corpo sciolto, di Berlinguer ti voglio bene. E quella serata Roberto fece sussultare palco e platea.
Ecco perché il 7 luglio tornerà al Forte per questa manifestazione, che lo incoronerà di nuovo e lo festeggerà, come si festeggia una grande amico che torna a casa ricco e famoso. Nel 1980 accanto a Benigni arrivò al Forte anche il grande Leonardo Sciascia: chissà se dopo tanti lustri il parterre dei vincitori 2018 sarà altrettanto importante. Il Comitato organizzatore presieduto da Donati e composto da Giacomo Pieve, Emanuela Franchi, Marina De Simone e Luciano Rodino, nel frattempo, ha annunciato che i premi saranno meno degli anni scorsi, ma se saranno tutti del calibro di quello al Roberto nazionale non se ne accorgerà nessuno. Neanche quanti attendono con ansia il grande Bansky che, chissà se sarà davvero al Forte. Infatti sono decenni che questo artista e writer inglese, considerato uno dei maggiori esponenti della street art, le cui opere sono spesso a sfondo satirico, è inseguito dai giornalisti e collezionisti d’arte per scoprirne l’identità che è e resta segreta. Tant’è che in Inghilterra e anche fuori si sono fatte infinite ipotesi, e quando si pensava di averlo identificato si ripartiva da zero. Bansky è un vero artista anche in questa spersonalizzazione. Se il writer britannico però salisse sul palco di Villa Bertelli sarebbe un successo enorme: con un precedente illustre, quello dell’Anonimo di “Berlinguer e il professore” che appassionò l’Italia letteraria e politica di tanti anni fa e che annunciò che si sarebbe rivelato proprio al Premio Satira. A meno che gli organizzatori non stiano depistando volontariamente l’interesse e magari puntino alla street art più casalinga: che ne so, per esempio, quella dell’autore dell’ormai mitizzato “beso de fuego” tra Salvini e Di Maio. Certo più attuale. (r.f.)
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