Il Tirreno

Versilia

massarosa

Ferito per il crollo del tetto, vengono condannati in tre

di Cesare Bonifazi
Ferito per il crollo del tetto, vengono condannati in tre

Un operaio era stato travolto dal cedimento di un solaio del frantoio di Quiesa Colpevoli, oltre al datore di lavoro, anche l’ingegnere e il geometra dei progetti 

2 MINUTI DI LETTURA





MASSAROSA. Per i giudici non ci sono dubbi: in tre hanno la responsabilità del crollo del solaio di un vecchio frantoio di Quiesa che ha travolto un operaio che era all’interno per alcuni lavori di ristrutturazione. Lo ha deciso la Cassazione che ha respinto il ricorso dell’ingegnere Luca Giannini, direttore dei lavori e del geometra, Luca Sarti, direttore dei lavori architettonici. Il terzo condannato è il datore di lavoro dell’operaio, Mariano Montemagni.

La vicenda è accaduta il 23 novembre del 2009: la società Le Pielle, rappresentata da Montemagni, stava eseguendo dei lavori di ristrutturazione in un vecchio immobile nato come frantoio e che doveva essere trasformato in abitazioni per la società Gavisama di Andrea Larini. Secondo la ricostruzione fatta dai giudici a crollare è stata una porzione del tetto lato nord di dieci metri per cinque; contemporaneamente sono ceduti i solai del primo e del secondo piano, oltre a una parte del muro centrale di spina dell’edificio. Questo crollo aveva causato gravi lesione a un operaio, Mihai Ungureanu.

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.16460816:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2018/02/10/news/muore-sul-lavoro-puniti-i-titolari-1.16460816]]

La prognosi durò oltre 40 giorni. Dall’istruttoria era emerso che la causa del crollo era dipesa dalle opere in corso di esecuzione e in particolare dall’abbassamento del pavimento del piano terra che era stato fatto su tutto il perimetro compromettendo la stabilità di parte della struttura. I giudici hanno accertato che nei giorni precedenti all’incidente Montemagni aveva personalmente fatto gli scavi alle fondamento seguendo le indicazione dell’ingegner Giannini e del geometra Sarti. I calcoli dei tecnici e gli accorgimenti nei progetti non furono abbastanza per evitare l’incidente e anzi furono tra le cause del crollo. Le accuse: lesioni personali colpose e crollo di costruzioni.

In primo grado i tre furono condannati a un anno e quattro mesi di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei danni all’operaio. Fu concessa agli imputati la sospensione condizionale della pena subordinata al pagamento a titolo di provvisionale della somma di 40mila euro. La corte d’Appello di Firenze ha cambiato parzialmente la sentenza di primo grado concedendo le attenuanti generiche e riducendo la pena a un anno di reclusione, confermando tuttavia il resto della sentenza impugnata.

Giannini e Sarti avevano però proposto l’impugnazione in Cassazione. Ricorso che è stato ritenuto infondato dalla quarta sezione penale.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web