Il Tirreno

Versilia

Alpi Apuane: il parco con un presidente senza consiglieri

di Tiziano Baldi Galleni
Alpi Apuane: il parco con un presidente senza consiglieri

Da quindici mesi l’ente è senza i membri del direttivo  Giani (Regione): «Ci sono degli equilibri da salvaguardare»

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SERAVEZZA. «Ci sono degli equilibri territoriali da salvaguardare». Così il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani giustifica il ritardo, ormai biblico, sulla nomina dei consiglieri del Parco delle Apuane. Un anno e tre mesi, da quando è scaduto il precedente consiglio. Sono passati sei mesi invece da quando è stato riconfermato Alberto Putamorsi alla presidenza.

A quanto pare non sono bastati a mettere tutti d’accordo, neppure sui sette nomi del direttivo. In base a quanto dice Giani sono due ancora le persone su cui i sindaci dei Comuni dell’area protetta devono decidersi. Si conta di chiudere la partita in pochi giorni. Non è così scontato. Siamo di fronte al rinnovo di mandato più travagliato nella storia di questo ente, istituito dalla Regione Toscana nel 1985. C’è ad esempio chi ipotizza che in realtà si attenda le elezioni del Comune di Massa, del 10 giugno. Giani però smentisce: «Non riguardano le elezioni di Massa ma gli equilibri fra i territori locali, che sono extra-provinciali. E si sta cercando di rendere il consiglio equilibrato, rappresentativo di tutte le aree del Parco oltre che delle forze di maggioranza e di minoranza». Ma quanto ci vuole per questa operazione politica? Non è bastato il tempo trascorso finora? «Io sono il notaio finale – spiega Giani –: sto solo aspettando le indicazione del territorio. E c’è tanta sensibilità nel veder rappresentate tutte le comunità locali delle province di Lucca e Massa-Carrara. Ma vi assicuro che la nomina del consiglio è prossima, mancano più due figure da scegliere».

Formalmente, per decreto, sarà infatti Giani a eleggere il direttivo. Di fatto è però la politica locale, insieme ai partiti in consiglio regionale, che decide. Diverso è stato per la presidenza assegnata per il secondo mandato consecutivo ad Alberto Putamorsi. Il numero uno della Regione, Enrico Rossi, ha avuto piena autonomia di scelta sulle quattro designazioni dalla comunità di Parco. L’ipotesi di Giani è stata convalidata anche dal sindaco di Stazzema Maurizio Verona. Lui è sceso anche in maggiori dettagli: sarebbe l’area della Garfagnana a rischiare di rimanere fuori dai giochi. «Sarà impossibile salvaguardare gli equilibri – spiega Verona –perché la comunità di Parco ha designato dei candidati consiglieri pensando che il presidente sarebbe stato scelto dall’area geografica della Garfagnana. Quei sindaci hanno supportato designazioni per il consiglio delle altre aree lasciando scoperta la loro. Avendo adesso però un rappresentante della Lunigiana come presidente sarà difficile fare nomine per raggiungere un equilibrio geografico». Anche per sbloccare questa situazione Verona ha chiesto che la Comunità di Parco si riunisca a breve. «Siamo di fronte ad uno stallo inaccettabile – critica Verona – e un ente monocratico con un presidente senza un consiglio che fa tutto da solo. Così manca il controllo da parte del territorio, è questo il ruolo del consiglio direttivo oltre a quello della rappresentanza».

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