Il Tirreno

Versilia

Trovato morto nel bosco Viveva in casa famiglia

Trovato morto nel bosco Viveva in casa famiglia

L’uomo, 51 anni, era di Camaiore ma aveva trovato accoglienza a Viareggio Ad ucciderlo, in Lunigiana dove si era rifugiato, è stato il freddo

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VIAREGGIO. Era di Camaiore, ma prima di scomparire viveva in una casa famiglia a Viareggio, l’uomo ritrovato morto sulla strada della Spolverina, tra Fosdinovo e Castelpoggio, il giorno di Pasqua. La polizia è riuscita a dare un nome al cadavere dello sconosciuto: le indagini della squadra mobile e del commissariato di Carrara, grazie al lavoro della Scientifica, hanno permesso di accertare che i resti trovati a Pasquetta da due escursionisti appartengono a Riccardo Scarpa, 51 anni, di Camaiore. Ma prima della scomparsa - avvenuta alla fine di gennaio - era ospite di una casa famiglia di Viareggio, la Kairos che “il Tirreno” ha provato a contattare senza però riuscire a parlare con il responsabile.

Il cinquantenne si era allontanato dalla struttura più di tre mesi fa, senza dare notizie di sé. Quando era stato ritrovato quel cadavere nei pressi di un casolare diroccato nel bosco la sua denuncia di scomparsa è stata una delle tre sulle quali si era concentrata l’attenzione del vicequestore Antonio Dulvi Corcione. Molti gli elementi che coincidevano, anche se serviva la prova regina per dire senza ombra di dubbio che erano di Scarpa quei resti. L’orologio ha dato un’accelerata, ma il resto lo hanno fatto gli esami antropometrici. Che coincidevano.

Le successive ricerche degli inquirenti, attraverso controlli incrociati delle banche dati di soggetti scomparsi e le attività di polizia scientifica, analisi tecniche di rilevamento di impronte papillari cadaveriche, attraverso una sofisticata procedura di “prelievo” e una successiva attività informatica di comparazione, hanno potuto appunto accertare che si trattava proprio di Scarpa. Il quale, già in passato, aveva volontariamente abbandonato la casa famiglia dove era ricoverato senza dare notizie. Fino a quando, il 22 gennaio del 2018, ha lasciato nuovamente la Versilia, vagando tra alloggi di fortuna trovati lungo il suo percorso, fino alla provincia di Massa Carrara. Dove non aveva alcun legame e dove non ha goduto di appoggi.

L’autopsia, affidata a un anatomopatologo di Pisa, è giunta alla conclusione che non si tratta né di omicidio né di suicidio: Scarpa ha perso la vita per cause naturali, molto probabilmente aggravate dalle basse temperature che gli hanno provocato ipotermia e il suo fisico, già minato dalla malattia, non ha retto alle misere condizioni di vita che stava facendo prima di terminare la sua esistenza sulle colline apuane.



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di Redazione web